Anagni – La tuia, un albero che “disturba” il decoro urbano

Anna Ammanniti
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Nel mese di dicembre è stato posizionato nei pressi della Pro Loco un albero, la tuia, diventato ormai secco. Il consigliere comunale di minoranza Nello Di Giulio (Anagni Cambia Anagni) scrive una lettera al consigliere di maggioranza Elvio Giovannelli Protani con la sub delega alla Tutela e Valorizzazione del Centro Storico.

La tuia è un albero ad alto fusto che arriva fino ad un’altezza di 6/7 metri, adatto ai grandi spazi e quindi ai grandi giardini. Il consigliere Nello Di Giulio evidenzia come questo tipo di pianta sia fuori luogo, fuori dal contesto medievale dove è stato impiantato. La piazza in questione, Innocenzo III, si trova nel cuore del borgo medievale, in quel punto sono state sempre messe a dimora, piante più adeguate all’ambiente circostante. Nel centro storico anche le piante devono essere scelte rispettando il decoro urbano. Esiste un regolamento a tutela dell’arredo urbano, un insieme di regole che definiscono la bellezza dello spazio urbano, in special modo nelle parti di uso collettivo. Questo il messaggio di Di Giulio al consigliere Giovannelli Protani: “Caro Elvio, considerando la tua sub-delega di consigliere addetto alla “Tutela e Valorizzazione del Centro Storico” e constatando le difficoltà per una congiunta riflessione sulla salvaguardia di ogni sua preziosità, ti scrivo nella certezza che non sarai a banalizzare nessun angolo della nostra città. La cura del decoro urbano incontra, accanto alla salvaguardia della storia, la bellezza singolare di ogni spazio cittadino tra cui, in particolare, quelli di uso collettivo. In tal quadro rientra il rispetto dell’ornato e dell’arredo che caratterizza ogni singolo spazio di città. Ebbene, in Piazza Innocenzo III, accanto ai quattro scalini di “Palazzo Moriconi” molti anni addietro furono messe a dimora, su iniziativa dello scultore Tommaso Gismondi, due piante di hibiscus, di cui una ancora vegeta fino ai mesi ultimi trascorsi. L’arboratura liscia e di dimensioni contenute, i rami a foglie diradate e caduche, le lunghe fioriture dai tenui colori sono entrati di fatto nell’ornato arboreo del prezioso angolo di piazza che subito si apre al visitatore quando la raggiunge dalla “via major”. Ornamento sottile senza invadenza, nemmanco verso il prezioso palcoscenico accanto al “Palazzo Moriconi” su cui recitano artisti locali o di gran fama in ogni “Estate Anagnina”. In luogo della “gentile” pianta, ridotta dopo tanti anni in cattive condizioni vegetative, è stato con “eccesso di bontà” messo a dimora una Thuja (cupressaceae dell’Alaska) con caratteristiche assai diverse nella struttura (necessità di ampi spazi per la sua forma conica sempreverde, ricorrente potatura per contenerne uno sviluppo accentuato, ecc) e nell’habitat (pianta tipica di siepi o giardini e vaste aree verdi). Poiché tale albero, forse anche per tali ragioni, non ha minimamente attecchito e fa ora brutta mostra sé in un così prezioso luogo, sono a chiederti, oltre di disporre la rimozione del secco, di voler impiantare nel luogo una piantina della suddetta famiglia hibiscus ben più coerente nei centri storici e già naturalizzatasi negli anni nel nostro particolare scenario storico – architettonico. La città, accanto alla necessità di programmarne il suo più ampio sviluppo, vive anche del rispetto di ogni suo spazio, ancorché questo, oggi, maledettamente violentato da macchine in sosta. Confidando nella tua attenzione personale e di ruolo, ti saluto cordialmente.” Anna Ammanniti              
 
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