Processo Morganti, la fidanzata di Emanuele ucciso dal branco nel marzo del 2017, sale sul banco dei testimoni e ripercorre gli ultimi istanti di vita del suo adorato ragazzo. Al momento va detto, si trovano detenuti in carcere con l’accusa di omicidio in concorso Franco e Mario Castagnacci, rispettivamente padre e figlio, Paolo Palmisani ( tutti e tre di Alatri) e Michel Fortuna 25enne di Frosinone.
Tornando all’udienza di ieri Ketty ha dichiarato di essere uscita fuori dal locale per fumare una sigaretta e di aver visto alcuni buttafuori colpire Emanuele che lo avevano cacciato a malo modo dal pub. Subito dopo il giovane era stato inseguito da più persone che avevano cominciato a colpirlo con schiaffi e pugni. Emanuele che era riuscito a raggiungerla seppure per pochi istanti, le aveva detto che dovevano andarsene. Anche lei, impaurita, voleva andare via da quel posto prima possibile. Ma il ventenne non aveva fatto tempo a mettersi in salvo, subito dopo infatti era stato colpito a morte. Nell’udienza di ieri alcuni testimoni non solo hanno confermato di aver visto Franco Castagnacci trattenere Gianmarco Ceccan ( amico del cuore della vittima) per un braccio per impedire che potesse correre in aiuto del compagno, ma addirittura avrebbero sentito quest’ultimo urlare in dialetto <uccidetelo> proprio mentre Paolo Palmisani e ed il figlio colpivano lo sventurato ragazzo con calci e pugni. Ma c’è di più: in aula un teste ha dichiarato di aver visto una giovane sputare sul corpo agonizzante di Emanuele. La giovane sarebbe stata poi indicata come la sorella di uno degli imputati. Poi è stata la volta di un ventiquattrenne amico di infanzia di Emanuele il quale ha dichiarato di aver visto il ragazzo cadere contro una macchina dopo che due persone lo avevano colpito con uno schiaffo e con un pugno. Secondo il teste uno dei due avrebbe potuto essere Mario Castagnacci perché aveva un fisico robusto proprio come l’imputato. L’altro invece non sarebbe riuscito ad identificarlo. La prossima udienza si terrà il 23 gennaio. Nel collegio difensivo gli avvocati Bruno Giosuè Naso, Massimo Carbone, Angelo Bucci, Christian Alviani e Marilena Colagiacomo. La parte civile era rappresentata dagli avvocati Enrico Pavia e Pietro Polidori. Marina Mingarelli
