Regione – Arrestato in Bolivia l’ex terrorista Cesare Battisti

Anna Ammanniti
4 MIn Lettura
L’ex terrorista italiano Cesare Battisti aveva fatto perdere le sue tracce nello scorso dicembre dopo che era stato autorizzato il fermo, dal magistrato del Supremo Tribunale Federale brasiliano Luis Fux  per “pericolo di fuga”. E’ stato catturato a Santa Cruz.

L’ambasciatore italiano in Brasile, Antonio Bernardini, ha celebrato la cattura dell’ex terrorista: “E’ stato preso! La democrazia è più forte del terrorismo”. Cesare Battisti è stato arrestato alle 17 di ieri da una squadra speciale dell’Interpol, formata anche da investigatori italiani e brasiliani mentre camminava in una strada di Santa Cruz de La Sierra, in Bolivia. Al momento della cattura Battisti, indossava pantaloni e maglietta di colore blu, un paio di occhiali da sole e barba finta. L’ex membro dei Proletari armati per il comunismo (Pac) non avrebbe opposto resistenza. Il consigliere speciale del presidente della repubblica Jair Bolsonaro, Filipe Martins ha dichiarato: “Il terrorista italiano Cesare Battisti è stato arrestato in Bolivia e sarà presto portato in Brasile, da dove verrà probabilmente mandato in Italia, così da poter scontare l’ergastolo secondo la decisione della giustizia italiana”. Battisti, dopo la fuga dalla Francia, ottenne la grazia in Brasile dall’ex presidente Lula, che lo salvò nel suo ultimo giorno di mandato. Ma il nuovo presidente brasiliano Bolsonaro, entrato in carica a gennaio, già in campagna elettorale aveva manifestato la sua intenzione di estradare Battisti in Italia in uno scambio di battute con il leader della Lega e ministro dell’Interno Matteo Salvini. A Battisti, si addossano le responsabilità di 4 omicidi, è stato condannato prima dalla giustizia italiana e poi salvato da quella francese e brasiliana. La svolta lo scorso 16 dicembre, quando Luiz Fux, giudice della suprema corte, ne ha ordinato l’arresto “a fini di estradizione”. Nato nel 1954 a Cisterna di Latina Battisti è stato condannato a due ergastoli in Italia in contumacia, era evaso dal carcere nel 1981 dopo la condanna a 12 anni in primo grado,  per quattro omicidi avvenuti alla fine degli anni settanta: due compiuti materialmente e due in concorso con altri. Battisti attivo durante gli anni di piombo, ha ricevuto asilo fuori dei confini italiani come rifugiato politico e ha svolto l’attività di scrittore di romanzi noir. Ha sempre affermato la propria innocenza per quanto riguarda gli omicidi. Dagli anni ’90 si è dedicato alla letteratura. Trascorse la prima fase della sua latitanza in Messico e in Francia, si sposò ed ebbe due figlie. Fu arrestato in Brasile nel 2007,  ha scontato in totale circa sette anni di carcere. Inizialmente gli fu concesso lo status di rifugiato, poi revocato. Il 31 dicembre 2010 il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva annunciò il rifiuto dell’estradizione in Italia e concesse il diritto d’asilo e il visto permanente. Della questione tuttavia fu investito il Tribunale supremo federalebrasiliano, su sollecito della nuova presidente del Brasile Dilma Rousseff, che l’8 giugno 2011 negò definitivamente l’estradizione, con la motivazione che avrebbe potuto subire “persecuzioni a causa delle sue idee”. Battisti fu quindi scarcerato dopo aver scontato la pena per ingresso illegale tramite documenti falsi, e rimase in libertà fino al 12 marzo 2015, giorno in cui viene nuovamente arrestato dalle autorità brasiliane in seguito all’annullamento del permesso di soggiorno, ma viene rilasciato quasi subito. Nell’ottobre 2017 fu di nuovo tratto in arresto al confine con la Bolivia, ma scarcerato poco dopo. Secondo la legge della Repubblica Federale del Brasile i crimini commessi da Battisti sarebbero caduti in prescrizione nel 2013. Contro l’estradizione si sono schierati molti intellettuali, come Gabriel García Márquez, Bernard-Henri Lévy, Daniel Pennac, Tahar Ben Jelloun, Valerio Evangelisti. Anna Ammanniti
Condividi questo articolo
Nessun commento