Editoriale – Sora, De Donatis distrugge anche il mattatoio comunale

Alessandro Andrelli
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(di Alessandro Andrelli) È domenica 19 giugno 2016 quando il popolo elegge De Donatis sindaco di Sora e rende la sua piattaforma civica maggioranza di governo. A suon di spot elettorali tanto altisonanti quanto non veritieri, il dado è tratto e la città viene consegnata nelle mani del peggiore gruppo politico che si ricordi a memoria d’uomo.

I cittadini sono stati ingannati e, senza rendersene conto, Sora finisce nel baratro dell’incapacità e del non amore per la città. Un abisso profondo (la piattaforma è insabbiata da tempo nel punto più basso) fatto solo di articoli altisonanti ed auto proclamazioni. I risultati sono e restano zero! La tragedia messa in scena da “uno, nessuno e centomila” De Donatis e dalla sua maggioranza si svela subito a tutti, con atti amministrativi sbagliati ed ordinanze scritte e riscritte perché non corrette. La trasparenza diventa un optional! Segue l’incapacità di adeguare il Palazzetto dello Sport e la perdita della prima squadra di pallavolo che va in esilio prima a Frosinone e poi a Veroli. Si continua a ruota con la distruzione del Museo (ancora oggi senza un direttore, con declassamento dello stesso e perdita di finanziamenti importanti) e delle manifestazioni di punta, sostituite con simil sagre al suono di panini e porchetta. A seguire tocca allo sportello Acea, chiuso senza che la maggioranza batta ciglio nonostante gli impegni sottoscritti a favore di Sora, ed alla convenzione con il Consorzio di Bonifica non rinnovata, a danno della manutenzione in città, che nel frattempo non conosce più la parola decoro. Muore la Centrale Unica di Committenza (ora le gare di Sora le svolge la Provincia di Frosinone) e viene annunciata la fuga dell’Inps (il dazio di De Donatis a Quadrini per l’appoggio elettorale nel 2016?). Il tutto mentre arrivano nelle case migliaia di accertamenti sbagliati (al costo di circa 5 euro per singola raccomandata), che gettano i sorani nella confusione più totale. E mentre non si sa cosa si debba pagare e cosa no, ai cittadini sfugge che con i loro soldi, invece dei servizi alla gente, si corrispondono le rate dei mutui (non sono finanziamenti ma debiti!!!) per il mini golf, che dopo due anni e mezzo di progetti e varianti è ancora all’approvazione del definitivo, e per la pista ciclabile, che sembra avere grandi problematicità progettuali. Per non parlare dell’organizzazione comunale (ci sono voluti ben nove mesi per dar vita allo sfacelo totale!!!) che fa acqua da tutte le parti e sintetizza l’infinita incapacità (politica s’intende!) di chi ha deciso. Così, nell’osservare il cattivo amministrare che regna sovrano e lascia il Comune in ginocchio dopo la sentenza di Vinciguerra e quella degli LSU (entrambe disattese con risvolti penali e civili davvero pesanti), prende forma la fuga delle professionalità. Nel frattempo, mentre l’appalto del Simoncelli giace tra le tenebre e la gara dell’asilo nido Santucci, sottoposta all’ennesima proroga (ma la legge non lo vieta?), è avvolta nella nebbia, sulla carta stampata il 10 gennaio si legge della chiusura del Mattatoio comunale, ultimo caduto su un “campo di morti”. Propinata ai sorani come positività propedeutica alla scuola innovativa di Renzo Piano, la notizia non evidenzia alla gente che di fatto si tratta della fine di un’altra importante realtà produttiva del territorio (nel 2018, sono stati macellati circa 1400 bovini, 1200 suini ed oltre 2000 tra ovini e caprini), a cui non viene data possibilità concreta di ricollocazione. Solo l’acquisto di un terreno, portato tempo fa in consiglio comunale, lava la faccia a De Donatis ed ai suoi che, di fatto, niente fanno per ricreare condizioni tali da permettere di operare ad una struttura che offre un servizio e rende la città un nucleo di aggregazione importante. Sembra che si abbia solo bramosia di distruggere! Così Sora perde il mattatoio ed i sorani perdono un servizio che, per la realtà della macellazione, è punto di riferimento per l’intero territorio. Al suo posto, la città avrà otto nuove aule scolastiche (vita massima stimata: 20 anni) che costeranno circa 850mila euro cadauna. Che fine farà il mattatoio? Ai posteri l’ardua sentenza! Di certo al sindaco non interessa, troppo preso, forse, dal gruppo di lavoro “G124”, non ha tempo di guardare i pezzi rotti che restano alla città. Nel 2021, De Donatis come riconsegnerà Sora ai sorani? Da quali e quante macerie ripartirà il nuovo sindaco? A noi non resta altro che sperare che, durante questi altri due anni e mezzo di governo sfacelo, la città non sia macinata fino alla polvere e che almeno restino i cocci. Alessandro Andrelli
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