ESCLUSIVA Ceccano – Fiume Sacco, intervista al sindaco Roberto Caligiore

Anna Ammanniti
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(di Anna Ammanniti) Il fenomeno della schiuma bianca nel fiume Sacco, verificatosi sabato scorso nel tratto di Santa Maria a Fiume, ha rimarcato per l’ennesima volta la difficile situazione ambientale della Valle del Sacco, denominata la valle dei veleni.

Un incredibile strato di schiuma massiccia, aveva completamento ricoperto le acque del fiume Sacco, gettando ancora una volta nell’angoscia gli abitanti. Racconta in esclusiva per tg24 le azioni che intende intraprendere il sindaco Roberto Caligiore davanti a una problematica che investe l’intera valle da più di mezzo secolo. Il primo cittadino parla di maggiori controlli da parte degli organi competenti, di un’urgente azione di bonifica e spiega le azioni che lui ha intrapreso da due anni per combattere il fenomeno. Il sindaco Roberto Caligiore evidenzia l’importanza di mettere in campo una serie di progettazioni per chiedere la bonifica, tenendo conto che l’area di riferimento rientra nel Sito di Interesse Nazionale e che il SIN per l’appunto è stato concepito proprio per chiedere la bonifica. “In questi due anni abbiamo elaborato dei progetti, grazie ai quali le nostre due aree da bonificare sono state inserite tra gli otto siti regionali e siamo stati ammessi a un finanziamento per circa 3 milioni di euro. A fine settimana saremo al Ministero dell’Ambiente e chiederemo che fine hanno fatto questi soldi.  Ci si chiede di fare progetti, vengono fatti bene e finanziati, giudicati ottimi per la gestione ambientale poi però non arrivano.  È un grande problema questo perché i Comuni non possono sostenere questo tipo di spese. Noi abbiamo messo in campo una serie di azioni operative, affrontate con le nostre piccole risorse. Ho istituito una task force che abbatte i tempi di campionamento delle acque quando ci sono questi fenomeni. L’Arpa secondo protocollo, giunge sul posto per fare i prelievi, entro un’ora di tempo da quando si è manifestato l’evento. Noi abbiamo abbattuto i tempi e un primo prelievo viene fatto dalla polizia municipale insieme ai volontari che collaborano con il Comune. Il nostro prelievo e questo poi si aggiungerà al campionamento dell’Arpa che ovviamente farà successivamente. Avremo quindi a disposizione il campionamento dell’Arpa dopo un’ora dal verificarsi del fenomeno e quello che facciamo noi dopo 10 minuti. Di fronte a questi eventi noi Comuni, oltre alle ordinanze per le polveri sottili abbiamo pochi strumenti. Stiamo elaborando un programma, finanziato con le nostre poche risorse, un progetto pilota di fitodepurazione in collaborazione con l’Università di Firenze e con docenti importanti. Come amministrazione abbiamo avviato una serie di analisi che ci hanno permesso di avere un quadro della situazione molto più chiaro per poi utilizzare le informazioni in progettazioni e chiedere finanziamenti.” Dopo il tragico evento di sabato scorso, dei campioni prelevati si avranno a breve i risultati, ma il sindaco Caligiore ha spiegato che solitamente la schiuma viene provocata da tensioattivi, quindi è sicuramente il materiale che si troverà all’interno dell’acqua che poi emulsionandosi con le cascate che si trovano a monte di Ceccano, provocano la schiuma. “Se non ci fossero queste cascatelle che formano la schiuma, il fiume passerebbe inosservato perché nell’acqua non si riuscirebbe a capire se c’è o meno materiale inquinante. Un tubo abusivo, con cui un’azienda vuole scaricare nel fiume, può fare anche diversi chilometri.” Il sindaco rimarca la necessità di avere maggiori controlli e chiede alle istituzioni una forte azione. L’uscita finalmente dall’immobilismo, una situazione che va avanti da tantissimi anni. “Questa è una problematica conosciuta da tutti, una situazione in cui costantemente si verificano questi fenomeni che poi sono fenomeni visivi, ma che non escludono che ci siano altri fenomeni non visivi che non riusciamo a comprendere e magari stanno continuando ancora a sversare. Se non si aumentano i controlli, se non si alza il tiro, se non si fa finalmente una politica nazionale di bonifica, allora a questo punto è tutto inutile e il solito ritornello della situazione, finché ci sta la schiuma se ne parla, poi non ci sarà più la schiuma e se ne riparlerà tra due anni e le aziende continuano a sversare, a ucciderci in questa maniera!” Il sindaco Caligiore ringrazia i comitati e associazioni che stanno aiutando, facendo un grandissimo lavoro, per tenere alta l’attenzione. “I cittadini non devono rassegnarsi, è giusto sfogare la propria rabbia sui social e anche nelle sedi opportune! È chiaro che i cittadini sono rappresentati, dovrebbero avere fiducia nelle istituzioni, noi speriamo che queste istituzioni ci tutelino! Il Comune da solo non può risolvere la problematica, può anche protestare con altri cinquanta comuni, ma il problema non cambia. La situazione della Valle del Sacco è ben conosciuta, i comuni sono un pungiball tra le istituzioni e i cittadini, ci hanno lasciati soli! A fine settimana andrò al Ministero dell’Ambiente e speriamo di portare qualcosa a casa. Il SIN è stato stabilito per ottenere soldi, questi finanziamenti ad oggi non sono mai arrivati! I nostri progetti di bonifica sono stati finanziati e aspettiamo quei finanziamenti.  Siamo contenti che il ministro Costa li abbia stanziati, speriamo che li mandi. A parole siamo pieni, adesso vogliamo vedere i fatti!” Anna Ammanniti
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