Sabato 3 novembre, i tecnici comunali avevano effettuato un sopralluogo al Sacrario militare, che si trova all’interno della Chiesa di Sant’Agostino, per timore che ci fosse instabilità della croce. Il successivo intervento dei Vigili del Fuoco aveva constatato infiltrazioni che sulla cupola di copertura.
L’amministrazione comunale aveva quindi deciso di annullare le visite guidate all’interno della Chiesa, previste per il centenario della Grande Guerra. Il consigliere comunale di Anagni Cambia Anagni, Nello Di Giulio, attraverso una nota stampa aveva espresso rammarico che proprio nel centenario della Prima Guerra Mondiale, non fosse stato possibile visitare il luogo “È quasi come se il 4 Novembre “Giorno della Vittoria” nel nostro Paese, sia a segnare ad Anagni il giorno della sconfitta di tante amministrazioni civiche ed ecclesiastiche che a cento anni dalla Grande Guerra scoprono, per mano dei Vigili del Fuoco, di aver lasciato perire una seconda volta storie e volti di tanti giovani figli della nostra Città.”, sperando in un impegno futuro per ripartire. L’assessore alla Cultura e al Bilancio Carlo Marino aveva definito polemico l’intervento di Nello Di Giulio. Il consigliere di minoranza di Anagni Cambia Anagni replica: “In qualità di cittadino di Anagni e di consigliere comunale di minoranza della lista Anagni CAMBIA Anagni, ho manifestato nella giornata di domenica, profonda “amarezza” per la forzosa chiusura del Sacrario Militare della “Grande Guerra” proprio nei giorni dedicati alla celebrazione delle Forze Armate e del “Centenario della Vittoria”. “Pur avendo l’amministrazione comunale organizzato lodevoli eventi, l’amarezza di non aver potuto aprire alla Città il proprio Sacrario Militare almeno nell’occasione del Centenario, è come se fosse stata una sconfitta cittadina maturata nel tempo. Come noto, il Sacrario con i volti di 96 ragazzi anagnini periti a causa della guerra, è ospitato dal 1918 all’interno della Chiesa di Sant’Agostino nei pressi della Piazza Cavour. Nel timore dell’instabilità della grande croce collocata nella sommità dell’edificio, i tecnici del Comune hanno inteso il giorno 3 novembre fare un sopralluogo insieme con una squadra dei Vigili del Fuoco e, malgrado la grande croce venisse “parzialmente assolta”, sono state riscontrate infiltrazioni sull’intonaco dei cornicioni che hanno indotto a transennare precauzionalmente l’ingresso, impedendo lo svolgimento delle programmate visite al Sacrario. Una nota un poco polemica dell’assessore al bilancio ed alla cultura mi chiede: “di chi è la colpa”? Per quanto attiene al mio ruolo di consigliere comunale avrei preferito sentir parlare di cause e soluzioni rispetto ad una situazione di abbandono che va avanti da almeno un ventennio, facendomi sicuramente tralasciare il fatto che negli ultimi mesi avevo già posto all’attenzione la necessità di programmare la fruibilità dell’edificio almeno per la celebrazione del Quattro Novembre. Ma questo poco conta rispetto alla ribadita fiduciosa attesa che l’amministrazione sia capace di avviare le necessarie azioni per il completo recupero di un edificio così centrale e così pieno di valori per la nostra Città. E gli strumenti ci sarebbero tutti, basterebbe saperli attivare! Lo diciamo da tempo e lo ribadiamo con chiarezza che si tratta di una chiesa di proprietà dello Stato italiano, compresa nel patrimonio storico e di pregio dell’Ente “Fondo Edifici di Culto” (FEC) dotato di propria personalità giuridica. L’Ente è amministrato da un consiglio di amministrazione il cui Segretario in carica, fino a tutto il 2019, è la dr.ssa Maria Marzullo di nomina del Ministro degli Interni. La dr.ssa Marzullo, Vice Prefetto, si avvale funzionalmente sul nostro territorio del Prefetto della Provincia di Frosinone Dr Ignazio Portelli. Il Ministero degli Interni gestisce su tutto il territorio italiano un patrimonio di circa 700 chiese e l’obiettivo statutario del Fondo Edifici di Culto è “assicurare la tutela, la valorizzazione, la conservazione ed il restauro dei beni”. La conservazione ed i restauri vengono assicurati da interventi redatti in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e finanziati sia direttamente che attraverso sponsorizzazioni.Questo il quadro di chiarezza su cui Anagni CAMBIA Anagni chiede al Sindaco Natalia di impegnarsi concretamente, affinché la chiesa Sant’Agostino torni a risplendere nel cuore della nostra Città ed a donare nuova degna accoglienza ai nostri sfortunati ragazzi morti sul fronte della Grande Guerra. Noi su questi impegni per Anagni ci saremo sempre!” Anna Ammanniti
