Alvito – Cinque mesi senza linea telefonica, la protesta

Caterina Paglia
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Da cinque mesi è senza linea telefonica fissa, dopo numerose segnalazioni scatta la protesta di un cittadino.

L’utente di Tim Telecom, residente in via Corsetta ad Alvito, dopo aver notato la prima avaria sulla propria linea, ha immediatamente allertato il servizio clienti al 187, senza ottenere né attenzione dal Gestore né risoluzione del disservizio. “Il sottoscritto Lorenzo D’Agostino – si legge in una raccomandata inviata alla compagnia telefonica -presenta formale protesta nei confronti della società Tim con sede a Roma, per il disservizio dovuto all’avaria verificatasi sulla mia linea telefonica fissa e segnalata più volte fin dal mese di aprile. Tutt’oggi il guasto permane, nonostante i diversi sopralluoghi eseguiti dagli operatori di turno nelle seguenti date: il 25 luglio due tecnici rilevano che nell’abitazione non arriva segnale ed è quindi necessaria la sostituzione del cavo; il 31 luglio viene confermato il tutto; il 14 agosto gli operatori intervengono per disboscare il terreno adiacente all’abitazione, ma nel contempo il cavo cade dai due pali e tuttora giace a terra su una strada transitata da auto. Una situazione incresciosa ed inammissibile, visto e considerato che in seguito ai successivi appuntamenti fissati, nella mia abitazione non si è presentato nessuno. L’ultimo previsto, risale a lunedì 3 settembre, giorno in cui sono intervenuti operatori che hanno unicamente posto nastri di segnalazione pericolo sul tratto segnalato. Ancora oggi il cavo giace a terra e la mia corrispondenza, in una zona isolata, è inesistente. Mi sento isolato e bistrattato da una compagnia telefonica che pago puntualmente. Infatti, nonostante il guasto, ho continuato a pagare le bollette. Ero fiducioso in una risoluzione definitiva del problema, ma se ciò non avverrà nei prossimi giorni sarò costretto ad agire per vie legali”. Una protesta accorata che viene da un onesto cittadino che paga tasse e bollette, dimenticato soltanto perché si trova a vivere nel posto sbagliato, lontano dal centro abitato. Caterina Paglia
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