Sora – “L’estate del 2018 non si è mai scaldata”

Francesca Merolle
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<Anche questa volta l'”Estate Sorana” lascerà ai cittadini limpidi ricordi. Questi ricordi purtroppo non riguarderanno serate ed eventi, ma si limiteranno alla percezione di decadenza e disorganizzazione della nostra città. A ridosso della “Notte bianca dello sport” non è ancora chiaro il modo in cui questa si svolgerà e se lo sport sarà presente>.  Inizia così una nota stampa a firma di Francesco Monorchio, presidente di “Rinascita – Spazio Identitario”, in cui la parola che ricorrente  più frequentemente è “delusione”. Una delusione di chi, nelle comunali 2016, è sceso in campo, con la lista “Sora che verrà“, sostenendo proprio l’elezione a sindaco di Roberto De Donatis.

<Una manifestazione di fatto “ripresa per i capelli”– continua nella nota Monorchio – in quanto prossima all’annullamento e dai contorni rimasti indefiniti: incassato il rifiuto da parte di molte associazioni sportive di partecipare ci si è spostati su altro, per ora è noto solo un evento classificabile come discoteca all’aperto su iniziativa di volenterosi ragazzi. Non capiamo a questo punto (ma lo scopriremo a breve) se i limiti dell’efficacia delle comunicazioni siano connaturati o strategici. Ma la delusione non riguarda solo le aspettative su questo evento bensì l’intero periodo estivo appena trascorso, dove per l’ennesima volta non è stato pubblicato un calendario degli eventi (anche qui rimane il dilemma: deficit organizzativo e strategia?) e non si è trovato un bilanciamento tra eventi inflazionati e quelli di spessore culturale. Quello che dispiace ulteriormente è aver appreso che coloro che in passato avevano collaborato con entusiasmo alla programmazione degli eventi estivi nonché della “Notte bianca dello sport” (evento sicuramente complesso) non siano stati più coinvolti. Questa cosa, anche per esperienza diretta, non la percepiamo come una novità. Ma il sentimento di amarezza dei sorani è ormai esasperato e prende sempre più la deriva della rassegnazione: le speranze riposte nel cambiamento si sono trasformate in delusione piuttosto che conforto. Non si può puntare tutto sulla programmazione facendo affidamento solo su risultati eventuali e futuri, da cogliere quando magari la desertificazione sarà irreversibile. Prima ancora che cambiamenti di assetto (anche perché l’unico cambiamento inappuntabile sarebbe sciogliere le righe) chiediamo che ci sia un’assunzione di responsabilità per quanto (non) fatto nel rispetto dei tanti cittadini delusi. Continuare a decantare questa situazione come virtuosa e soddisfacente significa aggiungere al danno la beffa. I sorani – conclude – meritano rispetto ed onestà, tanto nell’azione quanto nella comunicazione>.  
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