“L’opposizione ha da sempre il compito di vigilare sull’operato della maggioranza ed il suo ruolo è tanto importante quanto quello del gruppo di governo, perché l’insieme dei due fronti dà vita alla democrazia”. Inizia così la nota stampa del consigliere comunale Valter Tersigni che interviene sull’ultima seduta dell’assise civica.

“Proprio quella
democrazia che, mercoledì 29 e giovedì 30 novembre, con profondo dispiacere,
ho visto morire tra gli scranni del consiglio comunale. Si sa che, durante il confronto, è da sempre successo di tutto. Si ricordano litigate furenti, attacchi infuocati, punti di vista diversi, posizioni completamente opposte. Si è visto “battere i pugni” e si è assistito all’abbandono dell’aula da parte della minoranza in segno di protesta, ma
mai una maggioranza ha impedito ad un esponente di opposizione di parlare, facendo mancare il numero legale. Lo ritengo un
comportamento inaccettabile – continua -. Si può dissentire, si può votare contro, ma non si può non ascoltare un consigliere che presenta una mozione.
Così facendo,
il confronto politico è cancellato in un attimo. La discussione consiliare viene uccisa in un istante.
La democrazia è morta senza prova di appello. Il sindaco e la sua maggioranza, bravissimi ad autoproclamarsi sui giornali e ad autoincensarsi per le cose sempre dette è mai fatte, hanno dato un calcio diretto alla libertà di pensiero e di espressione, senza battere ciglio. Non interessati ad ascoltare,
hanno volutamente dato forfait sia in prima che in seconda convocazione. Scherzetto che, analizzato dal loro punto di vista, può essere un segno di onnipotenza, ma che genera solo dispiacere nei cittadini sorani. Davvero sconfortante constatare il punto dove siamo arrivati.
Inqualificabile e di livello senza eguali. Non credo che ci sia altro da aggiungere. Soltanto tanta amarezza.
Non servono le dichiarazioni di giustificazione che il sindaco e la sua maggioranza si sono affrettati a pubblicare addirittura prima della seconda seduta. Parlano i fatti! Proprio quei fatti che ogni giorno sono sotto gli occhi di tutti e che, in meno di 18 mesi,
hanno ridotto Sora così come è oggi. Non aggiungo altro perché non serve a fronte dell’evidenza. La mia personale
solidarietà – conclude –
va al consigliere Pintori che, spero presto, avrà comunque modo di illustrare, in consiglio comunale ed alla cittadinanza tutta, le sue proposte perché siamo in democrazia e ciascuno ha libertà di pensiero e di opinione”.
(fonte comunicato stampa)