Anagni – Angelo Azzurro ai minori, denunciata addetta alla mescita

Anna Ammanniti
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L’Angelo Azzurro è il titolo di un film del 1930, con il quale Marlene Dietrich divenne l’icona cinematografica più idolatrata di tutti i tempi. Una bella storia, quasi una favola che accompagnò diva holliwoodiana per tutta la vita, peccato che in Italia invece l’Angelo Azzurro è uncocktail dalla gradazione molto elevata, che coinvolge ragazzi di tutte le età e soprattutto minorenni!

L’Angelo Azzurro è il long drink più alcolico in assoluto, con i quali i giovani si “sballano” in discoteca fin dagli anni 90, con una gradazione alcolica di 35 volumi che fa perdere lucidità e quindi “volare” come un angelo, perdendo la cognizione della realtà, in special modo se viene poi abbinato all’uso di sigarette ed altro. Una miscela di Gin, Vodka o Rum bianco, Triple Sec o Contreau, con l’aggiunta di Blue Curaçao che fa assumere alla bevanda il tipico colore azzurro.  La “moda” di sballarsi in discoteca, si è trasferita da tempo anche nei bar dei centri cittadini e si somministra l’Angelo Azzurro come tutte le bevande alcoliche e superalcoliche, e fin qui nulla di strano. La vicenda diventa preoccupante se a farne uso sono i minorenni e questo è quanto è stato scoperto dai Carabinieri della Compagnia di Anagni, durante lo scorso weekend. Sono arrivate ai militari alcune segnalazioni da parte di famiglie preoccupate, in particolar modo di un genitore di una ragazza minorenne, che dopo aver bevuto il famoso cocktail Angelo Azzurro, aveva accusato diversi malori.  I Carabinieri, lo scorso fine settimana, hanno controllato un bar del centro anagnino e hanno sorpreso diversi minorenni intenti a consumare bevande alcoliche a loro vietate. Durante il controllo, l’addetta alla mescita è stata colta sul fatto, mentre stava somministrando bevande alcoliche e superalcoliche a due minori di anni 16 ed è stata denunciata. Inoltre i Carabinieri hanno accertato che bevande alcoliche e superalcoliche, erano state somministrate anche a quattro minori di età compresa tra 16 e 18 anni, quindi il trasgressore è stato sanzionato gravemente come previsto per legge e dovrà rispondere con il pagamento di una multa compresa tra i 250 ai mille euro. Nel locale mancava pure l’esposizione del cartello indicante gli orari di apertura e chiusura al pubblico dell’esercizio, il gestore dovrà rispondere anche per questo. Grande lavoro dei Carabinieri, attenti alle problematiche dei giovani e pronti ad intervenire. Anna Ammanniti
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