(di Andrea Tagliaferri) Il presidente del Comitato ‘La Valle del Cosa’ Latini torna a chiedere interventi urgenti per impedire il transito in particolare ai bambini.
Sono giorni che sui social impazza una polemica sull’ultima segnalazione fatta dal Comitato La Valle del Cosa, circa la pericolosità di un ponte pedonale in località ‘L’Allegra’ a Basciano, nella periferia sud est di Alatri.
Tacciata da alcuni come pretestuosa, questa segnalazione tuttavia ha destato l’interesse di molti altri che sono venuti, così, a conoscenza dell’esistenza di un ponte pedonale che attraversa il letto del fiume Cosa, anche se ormai in disuso. Anche se non vi transita più nessuno da decenni, infatti, essendo l’uscita su via Mole Santa Maria in direzione Statale 155 interdetta da una collinetta di terra e da una rete metallica posticce, resta il fatto che se un bambino per gioco decidesse di avventurarsi in quel tratto di fiume, spesso in secca, non esiterebbe un attimo a salire su quell’opera pensando di essere Indiana Johnes… e sarebbero guai seri, con responsabilità
penali per molti. Al di là delle motivazioni più o meno legittime di chi segnala, infatti, non si può ora chiudere gli occhi su un intervento urgente di messa in sicurezza (visto che il ripristino sarebbe del tutto inutile tranne nel caso si decidesse di riaprire quel sentiero che porta alla statale). Anticamente, ci raccontano i residenti, quella scorciatoia era fondamentale per Basciano, soprattutto quando la contrada non era servita ancora dal servizio di trasporto pubblico locale. Veniva usato dai contadini che portavano il grano alla Mola che si trova al di là del fiume e che, come edificio, ancora esiste. Veniva usato dai
bambini che dovevano prendere i mezzi per la scuola sulla statale e così via. Sarebbe interessante riaprire il sentiero per renderlo fruibile e sicuro a chi ama la natura o a chi vuole fare una escursione; ad oggi, infatti, viene usato arbitrariamente da qualche ciclista avventuroso o da guidatori di Quad. Il Comitato è la seconda volta che torna a sollevare il problema, dopo la lettera inviata al Comune nel 2012 con tanto di repertorio fotografico che, tuttavia, ha portato solo al posizionamento di transenne mobili, del tutto inutili. Non è certo una priorità ma visto che prima o poi inizieranno i lavori coperti dal grande finanziamento ottenuto dall’amministrazione comunale per tutto il percorso del fiume Cosa, sarebbe opportuno inserire anche questo intervento prevedendone la chiusura definitiva o, ancora meglio, il ripristino.
Andrea Tagliaferri
