(di Anna Ammanniti) Si è svolta ieri, giovedì 2 agosto una grande manifestazione per reclamare un diritto, il sacrosanto diritto alla salute.
Un territorio, quello anagnino, che dal 2012 ha visto anno dopo anno, mese dopo mese, lo smantellamento di una struttura ospedaliera. Ebbene sì, il presidio ospedaliero di Anagni, una volta un vanto, un’eccellenza della provincia di Frosinone, una meta per i dottori e i primati più affermati e qualificati, ma soprattutto unico ospedale del nord Ciociaria, è morto definitivamente lo scorso luglio. Si sono succedute diverse amministrazioni comunali, sappiamo benissimo che la questione dipende dalla Regione Lazio, ma anche lì, in Regione, si sono avvicendate diverse amministrazioni, il risultato però è stato lo stesso: ALL CLOSED! Il motivo è il famigerato taglio alla sanità, la Regione Lazio è commissariata, a causa dei moltissimi debiti che la politica nei decenni passati ha lasciato in eredità. Una politica cieca, avida, una politica che ha sempre preso e non ha dato granchè. Il risultato è il taglio drastico delle spese, col conseguente ridimensionamento delle strutture ospedaliere di tutte le province laziali. Il fatto che lascia perplessi è che siamo arrivati nel 2018 e l’ex ospedale di via Onorato Capo ha tirato l’ultimo respiro, è morto totalmente con l’arrivo del PAT, una sorta di ambulatorio con i medici di famiglia, che però non assicura alcuna assistenza sanitaria a livello emergenziale. Assurdo pensare che sia successo, assurdo pensare che un territorio così vasto non sia in grado di offrite assistenza sanitaria al suo popolo. Possibile che chi ha ridisegnato la mappatura degli ospedali non abbia tenuto conto di un territorio con un casello autostradale, una ferrovia, parte del comprensorio è situato in montagna, un luogo inserito nel SIN a causa di una tragica problematica ambientale con la presenza di troppi malati di tumori, scuole, attività sportive, fabbriche ad alto livello di rischio? Si è voluto solo tagliare un servizio, poi chi si è visto, si è visto. Non funziona così, il cittadino non è un numero, il cittadino ha bisogno di assistenza sanitaria, è un diritto e oltretutto anche ben pagato attraverso il pagamento delle tasse. Situazione grave e difficile, cosa fanno quelli che tirano i fili del potere? La parte burocratica della questione, rappresentata dall’Asl di Frosinone, nella persona del commissario Luigi Macchitella afferma, attraverso conferenze stampa e comunicati, che nella zona nord della provincia va tutto bene, addirittura gli anagnini hanno anche un consultorio, cosa volere di più? Nella struttura ospedaliera di via Onorato Capo alcuni decenni fa c’erano dottori del calibro di Picconi, Capperucci, Bragaglia, Cucchiara, Gueci, siamo forse stati “abituati male” e ritrovarci ora con il nulla, lascia spiazzati e in preda alla paura che possa succedere in qualsiasi momento una tragedia e non avere perlomeno un pronto soccorso che ti assista. Dalla parte politica, quella rappresentata da Nicola Zingaretti, presidente regionale e commissario ad acta per la sanità, non pervengono segnali di alcun tipo, c’è totale indifferenza nei confronti della problematica. Nonostante la partecipazione della politica locale ad un’audizione straordinaria presso la Pisana, per affrontare il delicato problema della chiusura del PPI, il presidente regionale non si è espresso in alcuna maniera, dimenticando che la provincia di Frosinone fa anche essa parte della Regione Lazio. E i rappresentanti regionali? Nella marcia di ieri sera nel centro di Anagni, è venuta fuori la forza del popolo che reagisce ad un sopruso, la negazione del diritto alla salute, un grande messaggio per il presidente Zingaretti. Una manifestazione con più di 4 mila anime, ma dove erano i rappresentanti politici regionali? Le persone contano sempre, non solo in campagna elettorale, le passarelle sono sempre puntuali, ma quando è il popolo che chiama e chiede di farsi rappresentare in Regione, dove sono i rappresentanti della provincia di Frosinone? Mauro Buschini e Sara Battisti, sono stati indicati, come uscito fuori dalle urne del 4 marzo, i portavoce dei problemi della provincia di Frosinone. Ma non c’erano ieri ad ascoltare i cittadini, neanche una settimana, un mese fa! Eppure Buschini nella recente campagna elettorale delle amministrative anagnine, ha avallato il programma elettorale del candidato sindaco PD, dove c’era in previsione addirittura la costruzione di un nuovo ospedale! Gli anagnini non vogliono un NUOVO ospedale, vogliono il VECCHIO pronto soccorso. I due consiglieri regionali dovrebbero venire all’ex struttura ospedaliera e toccare con mano cosa sta succedendo e mettere poi sulla scrivania del presidente Zingaretti le difficoltà che stanno patendo 80 mila cittadini. Anna Ammanniti
