Alatri – Genitori e educatrici in piazza per l’asilo nido (foto)

Andrea Tagliaferri
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La protesta di genitori e operatrici in piazza non ha portato, al momento, ad alcune risultato e a nessuna riunione con il Comune.

Il sit-in organizzato da alcune educatrici e diverse famiglie utenti del servizio comunale di Alatri e Tecchiena ieri mattina è iniziato in sordina a prima mattina sotto il Palazzo Conti Gentili in piazza Santa Maria Maggiore ma, nel corso della mattinata, ha preso corpo. Una trentina di persone, infatti, autorizzate dalle autorità competenti per questa manifestazione pacifica, hanno allestito la piazza con palloncini e bandiere, colorandola per attirare l’attenzione dell’amministrazione e della popolazione tutta. Al fianco dei lavoratori e dei genitori, entrambi preoccupati dalle novità riguardanti gli asili nido annunciate dall’assessore Fabio Di Fabio nello scorso Consiglio Comunale, è sceso in piazza qualche rappresentante politico, come il Deputato grillino Luca Frusone e il consigliere comunale Tarcisio Tarquini ma anche un sindacato, in particolare l’UGL, con la rappresentante provinciale Rosa Roccatani. I punti sui quali verte la protesta sono diversi, tutti legati alla nuova modalità di affidamento del servizio a privati, che non sarà più una gara d’appalto ma una concessione con tutto ciò che ne consegue. La differenza sostanziale è che il Comune non sarà più responsabile del servizio come prima, che l’operatore avrà su di sé tutto il rischio imprenditoriale e che, dunque, in caso di necessità potrà rivalersi sull’utenza e sulle rette. L’Assessore Di Fabio, in realtà, su questo punto continua a ribadire con forza che il servizio rimarrà “pubblico” e che, infatti, i genitori potranno beneficiare dei contributi pari a circa 90 euro mensili, riservati dalla riforma della Buona Scuola agli utenti delle scuole pubbliche. Altra preoccupazione, questa volta di sindacati e lavoratori, è relativa ai livelli occupazionali. È vero, infatti, che negli atti di gara il Comune ha introdotto la cosiddetta clausola sociale di salvaguardia, che impone la riassunzione del personale già in servizio, ma questo punto, secondo il sindacato UGL, sarebbe poco chiaro e non darebbe garanzie perché viene lasciata all’imprenditore la valutazione in merito alla sostenibilità della spesa per il personale. Nella gara così come ideata, infatti, il Comune lascerà libero il gestore di accorpare i due asili in un’unica struttura, lasciando l’altra libera per altre attività ancora non meglio definite per “ripagare” il privato dell’onerosità del contratto per l’asilo. Tarcisio Tarquini in Consiglio Comunale, infatti, fu il primo a sottolineare il rischio che la gara non fosse appetibile visti i fondi messi a disposizione (provenienti dallo Stato, senza più quelli direttamente investiti fino all’anno scorso dalla Regione). Ultimo dato, non meno importante, è relativo ai genitori che hanno già rinnovato l’iscrizione all’asilo senza sapere, tuttavia, se la sede sarà la stessa dell’anno precedente o se dovranno fare diversi chilometri in più per accompagnare e riprendere i propri figli, senza sapere se le educatrici che stimano saranno riconfermate e quant’altro. L’incontro richiesto all’amministrazione fino al momento in cui scriviamo, non è stato accordato.   Andrea Tagliaferri
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