Editoriale Anagni – La storia di Nunzia, come scuotere le coscienze ed unirsi intorno a chi ha bisogno

Anna Ammanniti
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(di Anna Ammanniti) “Svuotiamo La Libreria”, la lodevole iniziativa nata per raccogliere fondi a favore di una donna, sola e disperata, che nei giorni scorsi ha cercato la strada del non ritorno, per risolvere i suoi guai.

La disperazione e la solitudine sono stati emozionali e condizioni, sempre più frequenti in una società, dove si vive immersi nella corsa e dove tutto è un divenire frenetico. Nello “stress” quotidiano sfuggono spesse volte quelle sfumature che permetterebbero di essere di aiuto, di poter porgere la propria spalla per uno sfogo o un pianto liberatorio. Troppo acciecati dal tempo che velocemente scorre, ci si accorge sempre di meno della sofferenza del nostro vicino di casa, di quartiere, del nostro collega di lavoro, del prossimo. Non è per cattiveria e neanche per superficialità, sono gli impegni che fanno guardare sempre dritto in avanti.  Ogni tanto sarebbe opportuno però fermarsi e guardarsi intorno, magari colui che oggi sta soffrendo ha bisogno solo di una parola, una parola piena d’affetto e di incitamento, un “Non preoccuparti, vedrai che andrà tutto bene” e domani potrebbe essere proprio lui a sostenere un bisognoso di attenzioni. In questi giorni, da un triste fatto, fortunatamente non sfociato nel peggio, c’è stato il riscatto dell’umanità, nella nostra comunità. La storia di Nunzia, la titolare di una libreria di Colleferro, ha smosso le coscienze intorpidite, ha posto un altolà, un semaforo rosso ha dato modo di spalancare il buon animo di tantissime persone. Nunzia Pressamariti, una donna investita da due terribili lutti, il primo in cui perde il marito e la sua stella polare, poi la sorella ed attimo dopo attimo, sprofonda nel buio più totale. Alle tenebre, si aggiunge una situazione economica disastrosa, legata all’attività. La sua è una normale libreria, fornitissima, però non è in grado di reggere la concorrenza delle multinazionali, così Nunzia giorno dopo giorno perde clienti e giorno dopo giorno il suo debito in banca aumenta, fino ad arrivare al tremendo giorno in cui decide che l’unica via di uscita per ritrovare la serenità, è perdere la vita. Scrive una scioccante lettera su Facebook, nella quale descrive la sua situazione e i suoi stati d’animo, conclude dicendo che sparirà per sempre per trovare la pace. Ore di apprensione nella città dove vive, ma non solo, in tutti i paesi limitrofi, fino al mattino dopo, quando viene ritrovata, nella sua auto in stato confusionale, ma fortunatamente viva. L’idea di aiutarla a pagare i debiti parte dal web, una raccolta fondi, ma non solo! Numerosissimi cittadini, colleferrini, ma anche tantissimi anagnini si sono recati nella sua libreria, svuotandola. Hanno comprato i suoi libri, con l’intenzione di far tornare il sorriso a una donna che ha tanto sofferto e non ha trovato la giusta forza per reagire. Eh già, perché in questa storia purtroppo c’è stato anche chi ha avuto il coraggio di fare polemica. “Ognuno di noi ha debiti e una vita difficile, mica ci appoggiamo agli altri…” Si certo, giusto, ma purtroppo non tutti hanno la forza di reagire nello stesso modo, quindi in questi casi è più che giusto adoperarsi, anche solo con un sorriso e una pacca sulle spalle, a volte vale più di cento euro, perché la solitudine non ha prezzo. Un grazie di cuore va a Nunzia, perché dalla sua triste storia, è venuto fuori quanta umanità c’è ancora nella nostra comunità e questo fa ben sperare in un futuro sempre migliore. È una reale dimostrazione che siamo ancora “vivi” e ancora nulla è perso fortunatamente. Anna Ammanniti
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