<Perché la paura “suicidio” fa così tanto paura?>. Continua il nostro viaggio di analisi del fenomeno, tra tabù ed esempi, con il dottor Rocco Alonzi.
<Sono diventato un tabù, nessuno parla del mio tentato suicidio>. Una frase della seconda stagione di Tredici, serie in onda su Netflix, per terminare il nostro viaggio col dottor Rocco Alonzi. Sì, siamo arrivati al quarto e ultimo appuntamento iniziato esattamente tre settimane fa. Un percorso non facile, lo ammetto, affrontando, anche con un pizzico di coraggio, con la sola intenzione di riflettere sul fenomeno del suicidio. Mentre pensavo a cosa scrivere per quest’ultimo appuntamento, forse per un segno del destino, è uscita la seconda stagione di Tredici. Forse qualcuno di voi sa di cosa sto parlando. Tredici è una serie che affronta complesse tematiche, tra cui il suicidio. Il 18 maggio scorso, appunto, è disponibile la nuova seconda parte con lo scopo, più volte evidenziato a inizio e fine episodio, di far luce le varie problematiche <perché nel momento in cui inizi a parlarne, diventa più facile>. Queste parole possono racchiude l’intento di questi appuntamenti col dottor Alonzi, che ringrazio pubblicamente per la sua preziosa collaborazione con Tg24.info. Ccamp LEGGI ANCHE https://www.tg24.info/provincia-analisi-del-suicidio-motivi-quali-domande-video-parte-03/
