L’autopsia potrebbe chiarire una parte del mistero che avvolge la morte di Umberto Patriarca ed Anna Minchella, la coppia di pensionati annegata martedì 1 maggio nelle acque del fiume Sacco a Falvaterra. In giornata verrà conferito l’incarico.
L’uomo, un geometra in pensione, mentre era alla guida della sua Fiat Panda, potrebbe essere stato colpito da un malore e per questo potrebbe aver perso il controllo della vettura mentre stava transitando sul ponte che sovrasta il corso d’acqua. Una dinamica ancora in fase di accertamento e che non convince del tutto i carabinieri del colonnello Fabio Cagnazzo, comandante provinciale dell’Arma e magistratura. Il sostituto procuratore Barbara Trotta, titolare dell’indagine, non intende escludere nessuna ipotesi, neanche quella del gesto estremo. Perché ad assistere all’abissamente c’era una testimone, una donna di passaggio che ha riferito particolari di grande importanza. Intanto due sono le comunità sotto choc in provincia di Frosinone. Oltre che a Ceprano, dove Umberto ed Anna vivevano da anni, a piangere la morte dei pensionati è anche il paese di San Vittore del Lazio. Qui la donna era nata e cresciuta. Allegra, gentile e soprattutto legatissima alla terra natia. ‘Annarella’ che era cresciuta tra i vicoli del centro storico, tornava spesso in paese dove vivono la sorella minore Antonietta, il fratello Vincenzo, le cognate, i nipoti, i cugini. Un altro fratello, Sergio, vive a Roma. Il sindaco Nadia Bucci parla di ‘tragedia inspiegabile ed immensa per la nostra comunità che è vicina ai parenti ed ai nipoti dei coniugi’. Ang. Nic.


