La Rete dei Cittadini per scelta non parteciperà alle prossime elezioni comunali del 10 giugno e cercherà di fare politica fuori dal Consiglio comunale.
La Rete dei Cittadini è stata presente nell’amministrazione Bassetta con il suo esponente Simone Ambrosetti, ex presidente del Consiglio comunale. Di seguito la nota stampa del gruppo politico. “Partiamo dalla fine! Come tutte le cose umane, tutto è criticabile, ma quando lo si fa convinzione è difficile poterlo criticare. Questa volta i nostri amici e sostenitori non troveranno la nostra lista e i nostri nomi e disposizione nelle prossime elezioni amministrative del 10 giugno. Tanti non amici diranno: meno male!! Speriamo non siano gli stessi che allo stesso modo parlano bene della democrazia e della ricchezza nella diversità. Si, molte volte, troppe volte, ci si riempie la bocca di parole degli altri. Noi in genere tentiamo e tendiamo a non farlo. Rimettiamo un po’ in fila tutto quanto è successo. Siamo stati tra i sostenitori nell’ultima campagna elettorale del candidato Bassetta e dopo un anno siamo passati all’opposizione perché non riuscivamo, o meglio non volevano farci partecipare alle decisioni. Non abbiamo mai chiesto un posto in Giunta, ma abbiamo sempre chiesto di partecipare alle riunioni politiche insieme a tutte le liste che avevo partecipato alla vittoria di Bassetta. Inutilmente. Siamo stati all’opposizione fino alla fine, anche se qualcuno ha voluto strumentalizzare l’elezione a Presidente del Consiglio del nostro consigliere Simone Ambrosetti. Chi vuole mischiare capre e cavoli, faccia. A noi non interessano certe disquisizioni, ma ripetiamo che eravamo all’opposizione, e lo siamo stati fino alla fine, per il metodo Bassetta non per chi lo sosteneva. Abbiamo cercato con tutte le nostre forze e in tutti modi di poter riavvicinare il centro sinistra e il civismo progressivo pensando che si dovesse ripartire da questo per migliorare quel metodo che a noi non era piaciuto. E noi abbiamo cozzato con le “esigenze” di qualcuno. Esigenze del tutto legittime, ma quando si antepone se stessi al gruppo, questa è la fine. Da oggi cercheremo di fare politica fuori dal Consiglio, con tutti quelli che ci vorranno stare, partendo da iniziative reali che saranno dettate da esigenze del territorio e da possibilità che altre amministrazioni, Regione Lazio in primis, possano soddisfare. Sappiamo come vanno le elezioni e quali siano i “non rapporti” all’interno delle liste nel dopo voto. Quindi considerando le 23 liste e quindi i 368 candidati, a meno dei 16 eletti e delle persone che abitualmente si interessano della cosa pubblica , chiediamo agli altri 300 di iniziare fin dal dopo-voto a metterci la passione e la volontà che li ha portati a metterci la faccia. Cercheremo di organizzare insieme ad altri o a partecipare, se invitati, ad approfondimenti tematici o ad egli incontri per trovare “soluzioni politiche” ai problemi del territorio e speriamo che tutti quelli che oggi dicono di amare Anagni non scompaiano come neve al sole.” Anna Ammanniti
