Anagni – Ospedale, SOS per i Potenziali Evocati

Irene Mizzoni
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Il macchinario in dotazione all’Ambulatorio per i Potenziali Evocati, un servizio d’eccellenza con pazienti provenienti da ogni parte d’Italia, è guasto. La Dirigenza è pregata di intervenire.

Nell’anno 1994 ebbe inizio in ospedale l’attività per i Potenziali Evocati destinata a pazienti ospedalieri e territoriali. Nel 2001 è stato acquisito l’apparecchio attualmente in dotazione, implementando l’esecuzione di PE motori. Nel marzo del 2017 l’ennesimo guasto, diagnosticato come non riparabile; ad oggi è impossibile eseguire i Potenziali Motori, Sensitivi e Troncoenfalici, creando serissimi problemi ai pazienti delle province di Frosinone, dintorni di Roma e del resto d’Italia. In assenza di queste indagini, non può essere effettuata l’indagine essenziale alla diagnosi e stadiazione di malattie quali la sclerosi multipla, la SLA, le compressioni midollari, i tumori cerebrali. I potenziali evocati sono esami non invasivi che studiano la risposta del sistema nervoso provocata da uno stimolo sensoriale. In relazione al sistema sensoriale stimolato si possono ottenere potenziali evocati somatosensoriali (PESS), visivi (PEV), acustici (PEA) per lo studio di differenti sistemi di fibre afferenti. Il potenziale evocato motorio (PEM) invece studia le fibre motorie efferenti, ossia le fibre nervose che dalla corteccia cerebrale portano informazioni ai muscoli. I potenziali evocati vengono eseguiti da un tecnico di neurofisiopatologia e refertati da un medico specialista di area neurologica. Jackal
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