Sono i cittadini dell’Associazione Civis ad intervenire e replicare ad una nota che il presidente della Saf Lucio Migliorelli (Pd) avrebbe inviato ad alcuni giornali. I cittadini non gli fanno sconti e rompono il silenzio così: “I cittadini li sanno fare bene i conti, abituati come sono ai salti mortali per far quadrare i bilanci familiari”.
Al centro del dibattito c’è la notizia dell’aumento del costo dei rifiuti conferiti alla Saf con conseguente rincaro sulle bollette (Leggi qui). Notizia che con una nota Migliorelli smentirebbe (No rincari da 50 a 100 euro annuali ma, “dai nostri calcoli – pare abbia detto Migliorelli – l’incidente per cittadino è di 7 euro l’anno”). Ecco dunque, la replica dei cittadini che preannuncia battaglia. <<SAF spa nel comunicato diffuso ieri sostiene che l’aumento della tariffa di conferimento dei rifiuti determinato dalla Regione Lazio, inciderà per circa 7 Euro per abitante della Provincia di Frosinone. Che il calcolo della SAF spa sia errato e l’impatto sottostimato, è di facile dimostrazione. Per gli anni 2015, 2016 e 2017, il totale dei rifiuti indifferenziati conferiti dai Comuni della Provincia presso l’impianto di Colfelice si ricava dalla stessa relazione del Presidente Migliorelli all’Assemblea dei soci del 15 Gennaio u.s.: Perciò, stimate in circa 90.000 ton la quantità del 2017 e sommata a quella del 2016 e 2015 il totale è di complessive 300.933,05 ton. Tale somma moltiplicata per l’aumento della tariffa di 35,74 €/ton (da 102,94 a 138,68) dà il totale dell’importo per gli arretrati retroattivi dal 2015 al 2017 che i Comuni (e quindi i cittadini con la TARI) dovranno versare a SAF spa al netto di IVA ed oneri accessori: 10.755.347,20 Euro. Ai quali vanno appunto aggiunti: -oneri accessori alla tariffa in proporzione all’aumento (benefit ed altro per il 15% – 5,36 €/ton) 1.613.001,48 Euro -IVA 10% 1.236.834,86 Euro TOTALE 13.605.183,54 Euro Ancora, a tale importo va aggiunto l’aumento della spesa per l’anno in corso 2018, il quale, stimando una quantità di rifiuti indifferenziati nell’ordine delle 80.000 ton/anno (se la percentuale di raccolta differenziata aumenterà), sarà di circa 3.616.800 Euro. Perciò, l’impatto sui conti dei cittadini sarà di complessivi € 17.221.983,54 e non di 10 milioni come sostiene la SAF. In conclusione: 1. se vogliamo calcolare l’impatto sul singolo cittadino, compresi i neonati e gli ultranovantenni, basterà dividere i 17.221.983,54 € per il numero di abitanti della Provincia di Frosinone che è di 493.067 unità (dato ISTAT 2016); perciò ogni singolo residente nella Provincia pagherà in più circa € 35 e non € 7 come sostiene la SAF. 2. la stima corretta degli aumenti e delle ricadute non va calcolato sulla base degli abitanti ma sul numero delle utenze TARI o sul numero delle famiglie ciociare. Queste ultime sono n.200.003 (dato ISTAT 2016) e quindi la media di aumento TARI per famiglia sarà di 86 € (17.221.983,54 / 200.003). 3. Le utenze TARI della Provincia di Frosinone sono, invece, stimate dall’ISTAT in circa n. 150.000 (stima in eccesso in quanto i dati dei Comuni ne riportano circa 100.000) e pertanto l’impatto medio per utenza TARI è di circa 114 € (17.221.983,54 / 150.000). Ogni ulteriore commento ci appare superfluo: sulle responsabilità degli aumenti parlano le carte, sull’importo parlano i numeri. Ferentino,lì 08 Maggio 2018, Associazione Civis>>. Oggi intanto i sindaci del Pd, stesso partito del presidente Saf Migliorelli, si riuniscono per discuterne.
