Chi ha il coraggio di chiamarli ancora marciapiedi?

Il primo e più comune significato della parola
marciapiede è quello di
“parte della strada riservata ai pedoni, generalmente rialzata rispetto al piano viabile” (
Zingarelli 2016, s.v.). Ma di questa accezione, che lascia immaginare un agevole e funzionale porzione di sede stradale, i marciapiedi di via Ugo Foscolo conservano ben poco. Quello a cui fanno pensare è più ad un
passaggio sterrato in cui fare attenzione ad ostacoli quali buche, dislivelli e terriccio sdrucciolevole. Non bastavano quindi le insidiose buche della strada, adesso, abbandonati a se stessi, anche i marciapiedi diventano
potenziali trappole per i pedoni. In un marciapiede come quello di via Foscolo
non sono sicuramente ammissibili distrazioni a meno che non si voglia rischiare, come minimo, una bella
storta.

Già da tempo si parla di una
riqualificazione del quartiere Napoli ma ad oggi continuano ad essere questi i
problemi con cui i cittadini fanno i conti:
degrado, sporcizia e trascuratezza. E che non gli si parli più di
rivoluzionari cambiamenti perchè se prima prevaleva una
speranza di rinnovamento adesso rimane solo
amarezza e tanta rabbia.
Red.