Anagni – Save Sardaro sulla candidatura a sindaco del Pd: “Scelta senza consultare gli iscritti!”

Anna Ammanniti
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Il dirigente provinciale del Partito Democratico, Vittorio Save Sardaro è molto amareggiato e critico nei confronti della scelta della candidatura a sindaco dei Dem. Chiede l’attezione di tutti gli organismi dirigenti del partito locale, provinciale e regionale sulla vicenda

Da poche ore è stato  ufficializzato il nome di Sandra Tagliaboschi, ma a detta di Save Sardaro la scelta del candidato a sindaco, non sarebbe avvenuta tramite consultazione dell’assemblea degli iscritti. Ecco la nota stampa di Vittorio Save Sardaro: “Sono totalmente stupefatto per come si è arrivati a proporre una candidatura del PD a sindaco, ignorando quando e dove è maturata questa decisione. La furbata di firmare il comunicato con la sigla “Circolo” è offensivo della dignità di ogni iscritto al PD. Quando si scrive “Circolo del Partito di Anagni propone…” e si firma la nota “PD Anagni”, molti sono portati a pensare che quella candidatura è maturata nell’assemblea degli iscritti ed è stata condivisa da tutti gli iscritti al PD. Nulla di più falso. Un gruppo, molto ristretto ha deciso e proposto in totale solitudine. Metodi non accettabili. Io, educato alla politica, ma, soprattutto a vivere la vita organizzativa del partito, non potrò mai accettare e condividere scelte e decisioni che non siano discusse con gli iscritti, i simpatizzanti e gli elettori. Sono loro che vanno nella cabina elettorale a votare.  Si sono cancellati in un attimo le dichiarate disponibilità a trovare una coalizione ed a ricercare un comune candidato. Risibile e miserrima la dichiarazione, sempre spudoratamente presentata a nome del Circolo, di “proseguire il confronto con tutte quelle forze politiche e civiche con cui trovare una convergenza”. Quali sono queste forze? sono del centro, della destra, della sinistra. E perché dovrebbero incontrarsi con il PD, quando questi ha già fatto la sua scelta, che a suo parere (ma di chi poi?) è la migliore. Perché dovrebbero convergere su una proposta di un candidato del PD, senza avere concertato con loro che il candidato sarebbe dovuto essere del PD? Respingo fermamente questi metodi e non ritengo di avallare queste scelte che sono solo il frutto di improvvisate operazioni politiche che umiliano l’intero PD di Anagni e pongono i presupposti per rendere impossibile la costruzione di una coalizione di centrosinistra. Una situazione di eccezionale gravità, che richiederebbe una eccezionale attenzione di tutti gli organismi dirigenti del partito locale, provinciale e regionale su questa vicenda. Non sarò complice di questo misfatto politico, ma certamente mi adopererò per ritrovare una soluzione nel solco di quello che è stato il metodo e il modello “Zingaretti”, ricercando tutte quelle energie, anche qui, ad Anagni, che si sono adoperate per la vittoria del Presidente del Lazio e che possono contribuire a portare in questa nobile città, una nuova politica e un buon governo”.  
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