Occhi bassi, sguardo deciso: “Ora basta, non accetto diktat: azzero la giunta, l’intervista rilasciata da Palombo, non può passare inosservata”. L’atto del sindaco D’Alessandro è stato fin troppo chiaro. Ma per focalizzare la mattinata convulsa vissuta in Comune a Cassino bisogna partire dalla fine.
Amen. La liturgica ultima parola del sindaco Carlo Maria D’Alessandro, pronunciata ha un evidente duplice significato: il primo legato alla fine della legislatura. D’Alessandro, infatti, ha sostenuto: “Sono un uomo, intendo, rimanerlo”. Ciò sta a significare che la sua “dignità” non è nel piattino della politica a Cassino e in nessun’altra piazza. L’altro significato, quello più importante, è propriamente politico, ed è un preavviso di sfratto alla Lega. “Non accetto accuse di mancata trasparenza. La lista della spesa: eccola”, ed ha mostrato un foglio. “Ma sapere cosa ho fatto? L’ho cestinata, la cultura della lista della spesa non mi appartiene: o se ne fanno una ragione, tutti, oppure è un problema loro”. Il casus belli è stata un’intervista che il vice sindaco Carmelo Geremia Palombo, della Lega, candidato alle scorse regionali, ha rilasciato nelle ultime ore. Un’intervista miccia che, a sentire e a vedere, il sindaco nelle prossime ore potrebbe costargli il vice sindacato. E non ci saranno equilibri politici che reggeranno, non ci saranno tavoli-paracadute perché Carlo Maria D’Alessandro è stato categorico: “Mi confronterò con i gruppi consiliari, fuori i partiti, a tutti i livelli, dal riordino della giunta. Insomma un aut-aut alla Lega, i cui rappresentanti al comune di Cassino, nelle ultime settimana si erano schierati apertamente contro il “cerchio magico” delle decisione che D’Alessandro avrebbe preso con un paio di Assessori e l’azionista esterno alla maggioranza, Mario Abbruzzese. I sette giorni del sindaco D’Alessandro si concluderanno con la nomina di una nuova giunta. I componenti dovranno avere competenza e volontà.
Crm (Red.Cas.)
