Anagni – I liceali dell’Alighieri hanno incontrato Francesco D’Adamo

Anna Ammanniti
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Incontro denso di emozioni quello che si è svolto nella mattinata del 19 aprile presso l’IIS “Dante Alighieri”di Anagni, in cui gli studenti della classi prime ed una classe terza dell’Istituto Comprensivo di Paliano hanno avuto l’opportunità di intervistare Francesco D’Adamo, autore della Storia di Iqbal, testo scelto ed analizzato nell’ambito del “Festival della Letteratura”, giunto ormai alla V edizione.

Scrittore di romanzi per ragazzi, esperto in pedagogia e problematiche dell’adolescenza, D’Adamo è stimato da sempre per la sua sensibilità verso le tematiche giovanili, come attesta la sua assidua partecipazione a corsi d’aggiornamento per insegnanti e genitori, a incontri con le scuole, a convegni sull’adolescenza e sulla lettura. I suoi libri sono molto apprezzati nelle scuole per il loro valore pedagogico e formativo, soprattutto Storia di Iqbal: una storia vera quella di Iqbal Mashir, che ebbe il coraggio di denunciare il suo ex padrone e contribuì a far chiudere decine di fabbriche clandestine, nonché a liberare centinaia di bambini schiavi come lui. La verità si mescola ad elementi di fantasia in questa storia emotivamente coinvolgente, ma il finale è tragico, nella realtà come nel racconto: questo ragazzino, che in poco tempo era diventato nel mondo il simbolo della lotta per i diritti dei bambini, fu assassinato, a 13 anni, il giorno di Pasqua del 1995 a Muritke, un villaggio a trenta chilometri da Lahore. È stata «la mafia dei tappeti», dichiarò Eshan Khan, l’attivista che l’aveva accolto come un figlio e che lotta ancora per liberare i sette milioni di bimbi pakistani costretti a lavorare nei campi, nelle fornaci di mattoni e nelle fabbriche di tappeti. Una storia, dunque, che non poteva essere dimenticata. Molto coinvolti gli studenti, che hanno più volte sottolineato, nell’intervista all’autore, il sentimento di pietà che li ha accomunati durante la lettura del testo e il senso di liberazione sperimentato alla fine del libro, quando i bambini tornano ad essere liberi e felici. “Un romanzo di denuncia sociale perché narra una storia realmente accaduta nella quale si sono verificati numerosi avvenimenti spiacevoli, appunto per “denunciare” quella situazione. Toccante, con un finale amaro, che deve indurre i giovani ad acquisire una maggiore consapevolezza di quanto siano fortunati a vivere in un paese davvero libero, con il benessere e gli agi di cui possono godere”, questo il pensiero del DS prof. Adriano Gioè. Concorde la Prof.ssa Annalisa Bianchi, referente del progetto: “Il libro descrive molto bene le emozioni dei bambini, fin quasi a farci sentire come loro e ad imprimere nella nostra testa le scene che li vedono protagonisti. Separati dalle rispettive famiglie e costretti a lavorare così tanto da sentirsi male, sia esteriormente che interiormente, privati della loro infanzia e della loro libertà, sono gli esempi concreti della sofferenza e del disagio propri delle realtà degradate”. Il testo dunque è stato molto gradito dai ragazzi, dai più grandi ai più piccoli, che si sono mostrati emotivamente coinvolti, come hanno dimostrato i numerosi e significativi  interventi che hanno caratterizzato il dibattito: dalle riflessioni sulle diverse tecniche narrative utilizzate alla caratterizzazione dei personaggi, dai riferimenti alla storia alle considerazioni su quanto sia attuale la piaga sociale della schiavitù minorile. Ma l’incontro di oggi è stata soprattutto un’occasione per ricordare ai ragazzi quanto sia  importante la lettura per la propria crescita e formazione, perché, come ha più volte sottolineato lo scrittore, “ La scuola e la cultura sono libertà”.  
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