Editoriale Anagni – La donna la protagonista delle prossime elezioni comunali

Anna Ammanniti
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(di Anna Ammanniti) Mentre è ancora aperto il totoscommesse per i probabili candidati alle prossime comunali di giugno, i pronostici e le ipotesi stilate, spaziano dai personaggi più noti del territorio anagnino e non, fino ad incrociarsi con il desiderio di vedere in campo gente nuova, con idee nuove e soprattutto con voglia di fare.

Sembra che la scena politica anagnina stia riprendendo la forma, per farsi trovare pronta a giugno. Mentre il centrodestra è orientato nel puntare ancora una volta nel suo personaggio più di spicco, Daniele Natalia, sui versanti opposti si cerca una ventata di aria fresca. Dopo la bacchettata dell’esponente storico per eccellenza del Partito Democratico, Vittorio Save Sardaro, i Dem sembrano sempre più intenzionati a presentare come candidato a sindaco una donna. Più di qualcuno e non sembra che siano neanche  più solo  voci di corridoio, farebbe il nome di Sandra Tagliaboschi. Già consigliere comunale dell’ultima amministrazione, una donna grintosa che ha saputo farsi spazio nella politica cittadina. Non è da meno, l’altra candidata a sindaco della Sinistra Italiana, Viviana Cacciatori. Anche lei una donna dalle idee chiare e pronta a mettersi in gioco per affermarsi a Palazzo d’Iseo. Altra donna che farà parte presumibilmente della coalizione con la Sinistra Italiana, è il segretario di Rifondazione Comunista, Nadia Ciardiello, donna caparbia con grinta da vendere.  Di questi giorni è anche il vociferare di una papabile candidatura a sindaco dell’ex assessore e vice sindaco dell’amministrazione Bassetta, Simona Pampanelli. Simona è entrata in punta di piedi in politica, dimostrando cammin facendo le sue doti amministrative, restando sempre al suo posto quando le “crisi politiche” invadevano il palazzo comunale. Rimanendo imparziale, continuando il suo meticoloso lavoro e impegno di diffusione turistica del meraviglioso borgo medievale. Le protagoniste di questa tornata elettorale sembrano essere proprio loro: le donne. La politica in rosa ispira fiducia, forse perché la forza misteriosa delle donne aiuta nella quotidianità ad affrontare tante difficoltà, con uno spiccato senso pratico e chissà, se mettendo queste innate qualità a disposizione nella vita politica, ci siano delle positive sorprese? E pensare che le donne al voto sono arrivate solo nel 1946 e col tempo hanno saputo riscattarsi e dimostrare di non aver nulla da invidiare agli uomini. Assurdo pensare come le donne siano entrate nel mondo politico, attraverso le quote rosa, considerando il loro come un ruolo passivo in politica. È come se l’uomo fosse una quota blu e non un individuo pensante e libero delle proprie azioni. Le donne in politica sono ancora poche, ma non è mai tardi per iniziare. Anna Ammanniti
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