(di Irene Mizzoni) Quello di ieri sera è stato un consiglio comunale particolarmente interessante. L’argomento clou è stato quello relativo all’ex Tomassi. Un sogno, “troppo sogno” che ha fatto emergere una situazione paradossale che vi racconteremo in seguito. Prima è necessario dare conto della posizione assunta dal consigliere Natalino Coletta. Risulta in maggioranza ma opera come opposizione…opposizione di fatto. Ecco cosa è successo ieri.
Si discute delle due mozioni presentate dal consigliere M5S Fabrizio Pintori. Il dibattito si concentra sul fenomeno dell’abbandono rifiuti e furto di legna e sul relativo contrasto al fenomeno per mezzo della video sorveglianza. La maggioranza esclude l’oneroso utilizzo delle telecamere e annuncia l’imminente impiego di ispettori ambientali. “Il 2 e 3 maggio si svolgerà un corso per ispettore ambientale” spiega ripetutamente un impettito vice sindaco Baratta che poi, sollecitato dalle domande, spiega anche che gli ispettori saranno “pescati” fra i dipendenti comunali e dipendenti dell’Ambiente Surl. I dubbi vengono illustrati dalle opposizioni. Il più interessante, dall’ex sindaco Tersigni che dice: “Vi metto in guardia perchè questa figura non può essere retribuita. E che fine hanno fatto i 140mila euro da noi stanziati per l’installazione delle telecamere? Sono due anni che non partono i lavori. Quei soldi venivano da un avanzo del bilancio 2014″. E’ stato però il consigliere comunale Natalino Coletta a fare più opposizione di tutti, chiedendo la parola in aula e dicendo: “Ricordo che durante il mio assessorato alla Comunità Montana istituimmo le Guardie Zoofile. Sono tuttora operative. Sarebbe opportuno sollecitare il presidente della Comunità Montana Gianluca Quadrini richiedendo il servizio. Basterebbe la sola formalizzazione e partirebbero subito i controlli sui rifiuti e l’ambiente. Chiedo alla giunta l’impegno a richiedere tale servizio”. Va detto e sottolineato: Natalino Coletta siede tra le fila della maggioranza e partecipa alle riunioni della stessa. E’ lì che il gruppo si confronta e propone. Non fuori. E dunque, cosa succede? Qualcuno la chiama maggiopposizione, un pò di qua e un po di là. Fatto è che Coletta ieri sera in consiglio si è disallineato apertamente. Non è una cosa da nulla, tutt’altro. Nel corso dei mesi ha riconsegnato al sindaco le sue deleghe. Prima quella relativa proprio alla Comunità Montana (agli incontri pare partecipasse guarda caso il vice Fausto Baratta) e poi quella relativa alla Saf. Ora poi, richieste di impegno alla giunta direttamente dall’aula. Insomma che succede? Snobbato dai suoi, Coletta si tirerà indietro uscendo dalla maggioranza? Se l’atteggiamento del gruppo non cambierà, prima o poi troverà il coraggio di farlo. Occhio!
