La difficile e strategica vicenda della cessione di TIM, l’ex Telecom Italia, a cui guardano da alcune settimane con interesse i maggiori mercati finanziari e gli investitori di mezzo mondo e che ha visto di recente anche l’ingresso di Cassa Depositi e Prestiti, passa anche per la Città delle Cascate.
Tra i protagonisti del tentativo di scalata alla principale azienda di telecomunicazioni italiana da parte del fondo di investimenti statunitense Elliott, intervenuto a sorpresa con l’acquisto di circa il 5 per cento delle azioni e proponendo un cambio ai vertici dell’azienda controllata dalla francese Vivendi, c’è anche l’isolano Gianluca Ferrari. Il 27enne di Contrada Capitino, attuale direttore per le posizioni in Sud-Europa della tedesca Shareholder Value Management, a cui è stata data carta bianca per inserirsi nella partita, ha affrontato la nuova sfida a modo suo, con decisione e competenza. Ferrari, vincitore nel 2015 del Premio Italia Giovani, istituito per premiare i talenti emergenti di casa nostra, ha infatti comprato nei giorni scorsi, 175 milioni di azioni Telecom Italia, pari all’1,15% del capitale ordinario entrando così di prepotenza nella contesa: “Avevamo iniziato a studiare il dossier ben prima che arrivassero i francesi perché riteniamo che la compagnia abbia asset di grande valore” ha dichiarato Gianluca due giorni fa al Sole24ore, dicendosi pronto a raddoppiare se il mercato vincerà la sfida con Vivendi. Un impegno che agli attuali prezzi di Borsa varrebbe 300 milioni, pari a un decimo dei 3 miliardi gestiti dall’attivista tedesco. Sfida nuova ed ambiziosa, da far tremare i polsi, per il dinamico e brillante isolano, definito dal quotidiano di Confindustria “tipico cervello in fuga”, laureatosi in “Economics & Business” alla LUISS di Roma ed autore di un interessante saggio “Value Investing: la guida definitiva all’investimento azionario” pubblicato da Hoepli che punta in questo modo a diventare player di rilievo nel panorama finanziario internazionale.
