(di Anna Ammanniti) Siamo a due mesi dalle elezioni comunali, il 10 giugno si torna alle urne, per scegliere il “nuovo team” che guiderà il governo cittadino per i prossimi … speriamo “cinque” anni.
Dopo quattro anni di amministrazione Bassetta, a febbraio scorso, undici consiglieri comunali hanno deciso che era arrivato il momento di far cadere il governo, azzerare tutto e ripartire daccapo. Cosa cambierà in questi pochi mesi? Chi si metterà in lista per occuparsi di una città bellissima, che ha estremo bisogno di essere governata nei suoi molteplici bisogni e nei suoi infiniti problemi, partendo dalla sanità, ambiente, occupazione e tanto tanto altro ancora. Stiamo vivendo il terzo commissariamento di fila e ciò dimostra che ad Anagni la politica ha fallito. In tutte le sue bandiere (sinistra, destra, centro, liste civiche), la politica non è riuscita a trovare le giuste soluzioni alle complicate problematiche. Come dire: “le abbiamo provate tutte, ma ancora non si riesce a trovare il bandolo della matassa.” Concetto che appare piuttosto ovvio se guardando nei particolari e ragionando, salta fuori che nell’ultimo ventennio lo scenario politico appartiene sempre agli stessi personaggi. I nomi sono sempre gli stessi, magari cambiano i fronti, ma le “dinastie” restano sempre le stesse. Anagni ha bisogno di volti nuovi, freschi, con idee, capacità solide e conoscenze amministrative ben salde. È stato forse inutile mandare all’aria tre amministrazioni di seguito se poi le persone non cambiano mai, se sono sempre le stesse, quale aria di cambiamento si può sperare? Non basta più essere un volto conosciuto e prendere un tot voti sicuri, se poi non si riesce ad avvicinarsi alla riva, toccare terra ed attraccare al porto, nei cinque anni a disposizione. C’è bisogno di uno svecchiamento della politica, non è un fatto anagrafico, ma un’esigenza di avere gente nuova, con fare nuovo. Al momento, a due mesi dal voto, non sono note ancora alleanze, schieramenti, nessun nome di candidati a sindaco, nessuna notizia di programmi elettorali. La novità ad oggi, riguarda solo la candidatura di Fernando Fioramonti e di Valeriano Tasca, rispettivamente Movimento 5 Stelle e Casapound. Sul resto c’è ancora stretto riserbo, quasi si avesse timore di dichiarare chi sono e cosa vogliono fare, ma la città ha bisogno di sapere. Dal mese di febbraio la città è governata da un commissario prefettizio, risultato a conti fatti, più efficiente della politica. Tirando le somme il commissario è sindaco, consiglio e giunta comunale in un’unica persona e il suo operato ben fatto, fa riflettere. La politica, governo affidato a più persone, come democrazia giustamente prevede, non riesce a mettere d’accordo le menti di più persone diverse tra di loro. La riflessione viene spontanea: il commissario, da solo è più efficiente ed operativo; la politica e la democrazia non riesce a quagliare su quasi nulla, lasciando la città in balia del nulla. Viene da chiederci: questa politica ha fallito? Dove? Si può aggiustare il tiro, se è si, come? Cosa c’è di così sbagliato in questa città? Quale è il reale problema, per cui non si può progettare e portare a termine nulla? Domande che hanno bisogno di risposte, perché Anagni è una grande città, con cittadini che pagano le tasse, con tanta gente onesta che vuole sapere il suo futuro cosa ancora le riserverà. Anna Ammanniti
