Scritte sui muri dell’antica Cappella di San Biagio, ora intervengono i ragazzi che in qualche modo si sono resi protagonisti di questa vicenda. A parlare sono i cosiddetti “firmatari” delle scritte che a quanto pare sono letteralmente cascati dalle nuvole e si sono sentiti vittime di un gioco portato avanti da un terzo amico che avrebbe dedicato loro ben due pareti.
“Non sono le nostre firme, bensì lo scherzo di un ragazzino che ha voluto mettere i nostri nomi sui muri della Cappelluccia – ha raccontato una giovane coinvolta a sua insaputa -. Credo sia giusto che paghi chi ha commesso l’azione, scrivendo i nostri nomi e rendendoci così colpevoli di un gesto che non abbiamo compiuto!”. Che dire, se tra amici si gioca così, è tempo di comprendere cosa è giusto e cosa è sbagliato in un vero rapporto di amicizia e resta comunque il fatto che chi sa di aver sporcato dovrebbe trovare il coraggio di farsi avanti e di andare a ripulire. Caterina Paglia
