Anagni – Partiti e movimenti tentano di comporre i puzzle

Francesca Merolle
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Le elezioni anticipate che nessuno, tantomeno chi le ha favorite con le “dimissioni dal notaio” aveva predisposto con uno straccio di progetto e programma, tengono i cittadini col fiato sospeso.

La scoperta che “la giunta Bassetta non aveva fatto nulla” non sia una verità, ma che alcune cose erano state fatte… soprattutto in negativo (!), aumenta lo scambio di accuse tra protagonisti e comparse di una politica deludente e mortificante. La Rete dei Cittadini, dopo aver denunciato alla Corte dei Conti lo sperpero milionario per il Cimitero, cerca di accordarsi con chi è stato protagonista del “prendi un loculo, ne paghi due!”. La bocciatura delle macro aree, create per i due dirigenti “venuti da fuori ma non da lontano”, è una vittoria di Pirro per Roberto Cicconi, assessore defenestrato per aver osato ostacolarle. Il centrodestra borbotta e si arrabatta incontrando anche acerrimi nemici, e agli elettori non sembra piacere. Casapound avanza, nonostante Idea Anagni provi a stopparla proponendo zio contro nipote. I 5Stelle attendono l’ok alla lista all’esame dei romani, ed alcuni nominativi provocheranno l’orticaria alla sinistra anagnina. Intanto le ciminiere ed i condotti inquinano, e chi ha pagato 2 volte grazie a Credit On, se la prende… Jackal
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