Il tanto celebrato e discusso “Villaggio dell’Emigrante” si farà, ma diverrà un’opera pubblica dinamica, rivisitata sul modello dell’Albergo Diffuso. La conferma è arrivata questo sabato, 24 marzo, dalla Commissione Consiliare Lavori Pubblici e Opere Pubbliche che, dopo averne dibattuto, ha approvato le diverse opere pubbliche aventi già copertura finanziaria che, previa appropriazione dei progetti esecutivi, si andranno a realizzare nei prossimi mesi. Oggi spunta finalmente uno spiraglio di luce e di concretezza su un progetto, quello relativo al Villaggio dell’Emigrante, che risale al 2002.

Soltanto oggi, nel 2018, qualcosa sembra muoversi, grazie anche ad una spinta da parte del Gruppo consiliare di Opposizione Alvito Bello, anche se i dubbi degli abitanti di Alvito restano. Alle più che lecite domande dei cittadini che
hanno assistito negli anni alla promozione di un progetto prima in stasi, poi decaduto e infine rinato, oltre ad una guerra dei vincoli paesaggistici, oggi risponde direttamente il Comune di Alvito e il sindaco Duilio Martini.
“Il progetto iniziale del Villaggio dell’Emigrante – spiega il primo cittadino in una nota
– è stato più volte oggetto di dibattiti e controversie, tanto da arrivare all’imposizione di un vincolo paesaggistico su svariati ettari del territorio comunale che ha inevitabilmente portato alla ‘rivisitazione’ del progetto originario, oggi divenuto una sorta di ‘Villaggio diffuso’ che troverà la propria ubicazione in siti diversi e sparsi sul territorio comunale, dal centro storico al Castello, riscendendo verso la Piana, con interventi sull’impiantistica sportiva. Dunque, una rete ben studiata per coprire e rendere partecipi le varie zone del paese. Tra i più rilevanti e prossimi interventi per il Villaggio dell’Emigrante, è prevista l’acquisizione e l’esproprio di Villa Mazzenga, con annesso il parco e il granaio. Il primo subirà un intervento di bonifica vegetazionale, arredo urbano per finalizzarlo a parco pubblico, mentre il secondo darà alla luce un museo dell’Emigrante, con sala convegni, aula didattica e zona servizi. Presso il Castello Cantelmo poi, – sottolinea Martini – si intraprenderà un’opera di miglioramento dell’accessibilità e valorizzazione dei punti già esistenti. E, dulcis in fundo, acquisiremo per esproprio l’area adiacente il muro di cinta del centro storico e quella sottostante Palazzo Gallio per la realizzazione di un Orto Botanico. E non finisce qui! Sono pienamente soddisfatto del lavoro svolto finora della squadra amministrativa che rappresento e opera sempre nell’interesse del nostro paese e dei cittadini”.
Caterina Paglia