(di Alessandro Andrelli) “Una… nessuna… e centomila” le facce politiche di Roberto De Donatis in questa tornata elettorale. Il sindaco di Sora, del “a chi dà” (ma solo a parole) e del “a chi promette”, nonché “colui che si mette in petto tutti” e “che te lo fa proprio credere”, in questo mese ha superato se stesso ed al contempo ha raggiunto l’inimmaginabile.
Apparso sulla scena di sinistra circa dieci anni fa grazie al compianto Cesidio Casinelli, uomo e politico di tutt’altra capacità rispetto a chi è voluto passare a tutti i costi per suo delfino, il primo cittadino si è ritrovato socialista per una candidatura regionale voluta assolutamente ed è arrivato a fare il sindaco di Sora, dopo cinque anni in minoranza in cui ha incarnato il ruolo di “salvatore della patria”, raccontando alla gente la favola di una piattaforma civica che civica non è mai stata. Mettendo insieme le bandiere del PD, di Fratelli d’Italia, di Forza Italia e di tanti “personaggi in cerca di un autore politico”, ha usato chi ci ha creduto veramente e si è fatto usare da chi voleva a tutti i costi sedersi a comandare. Con spot che parlavano di “trasparenza!” (ancora non sono stati pubblicati i redditi e la situazione patrimoniale dei rappresentanti di maggioranza… che vergogna!!!) e di “cambiamento!” (il Comune è stato immobilizzato e ridotto a brandelli mentre la città è a pezzi) ha ingannato i sorani ed ha vinto le elezioni. Affrontata la tornata provinciale, in cui ha fatto credere a Caschera di incarnare il suo pupillo e ad Abbruzzese di tifare “sotto sotto” per Mosticone, non ha permesso che Sora avesse un consigliere provinciale. Cosi, quando si è trovato di fronte alle regionali, ha deciso di ingarbugliare ancora di più le carte. Ha promosso (in palese) il suo appoggio ai socialisti per la candidatura di Francesco Quadrini e di Irene Bartolomucci, perché a Schietroma, a Nencini ed all’enturage di partito non poteva proprio dire di no. Almeno in apparenza. Avrebbe, poi, dato in segreto il suo appoggio a Ciacciarelli e la sua benedizione alla Di Ruscio per far credere ad Abbruzzese di stare dalla sua parte. Si sarebbe schierato, di fatto, con Cippitelli (c’è chi maligna e dice “anche con il beneplacito di Schietroma”), inventandosi scuse ridicole, legate alla presenza di Zingaretti e di Ranaldi, per giustificare il suo essere sul palco d’onore. Insomma chiacchiere a non finire e sceneggiate politiche da perfetto burattinaio. Peccato per lui che non ci crede più nessuno e che, oramai, tutti lo vedono per quello che è. Un uomo senza ideali politici e privo di un credo d’amore per la propria terra. Un sindaco che “porta e supporta” tutti (specialmente chi vince!), ma che di fatto “porta e supporta” soltanto se stesso per poi salire sul cavallo che per primo taglia la linea di traguardo ed arrogarsi gli stessi diritti ci chi ci ha veramente creduto e ci ha messo la faccia. Ma quanti sono i voti che De Donatis veramente ha e che ha promesso in tutte le direzioni ed a tutti i partiti? La gente continua a ripetere “nessuno! proprio niente di niente”, tranne quelli della Paolacci e Gemmiti che, di certo, non brillano di luce propria per le preferenze messe insieme alle comunali. Entrambi occupano un posto che il popolo non gli ha dato e ricoprono un ruolo non derivante di certo da meriti elettorali. Sulla maggioranza il sindaco non può contare, così come mai ha potuto farlo, perché non è stata mai veramente sua. I De Donatis boys hanno trovato una diversa collocazione perché chi, dopo essere stato tanto usato, è stato silurato, chi doveva essere considerato è stato dimenticato e chi ha fatto tanto è stato abbandonato. Eppure ancora mosso dalla voglia di protagonismo e di auto celebrazione, De Donatis, a 4 giorni dal voto, è stato capace di uscirsene con una delle sue solite autoproclamazioni e di tirare in ballo la Tomassi, dimenticata da tempo immemore. Di fatto non ha detto (come è solito fare!) nulla di concreto ai cittadini, ma si è eretto nuovamente come salvatore della patria. Di fronte a tutto questo ed a tanto di più viene spontaneo chiedere: cosa ha fatto di concreto De Donatis in questi quasi due anni di governo? Cosa ha fatto di tangibile la sua maggioranza? Soltanto l’asfalto in località San Giorgio sotto la pioggia, le strisce pedonali rialzate sotto la neve ed un mezzo piazzale brecciato. Per il resto tante chiacchiere da bar e, per quanto si dice in giro, tanti finanziamenti persi. Povera Sora! Davvero povera Sora! Il 6 marzo mattina, la città vedrà ancora il proprio sindaco arrogarsi meriti che non ha ed autocelebrarsi a tutta pagina sui giornali. Chi vince vince, sarà sempre quello che lui ha appoggiato. Noi, raccontando la verità, informiamo il popolo delle tante mancanze, dei fatti non veri e delle evidenti illegittimità di questo gruppo di governo inclassificabile… poi a giudicare siete voi! Alessandro Andrelli
