Anagni – Sentenza Corte dei Conti, rispondono del danno erariale: sindaci e funzionari

Anna Ammanniti
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Parla chiaro la sentenza n.228/2016 della Corte dei Conti (clicca qui), Sezione Giurisdizionale del Lazio: sindaci e dirigente  rispondono del danno erariale per la mancata riscossione dei canoni di locazione di alloggi comunali, posti in  località Tofe e Pistone, assegnati in data 06.07.1991 e destinati in locazione a inquilini sfrattati e non morosi

Il dovere più pregnante del giornalista e caposaldo del diritto di cronaca è il DOVERE DI VERITA’, considerato sia dalla L. n.69/1963 che dalla stessa Carta dei Doveri quale “obbligo inderogabile”. Gli organi di informazione sono l’anello di congiunzione tra il fatto e la collettività. Essi consentono alla collettività l’esercizio di quella sovranità che secondo l’art. 1 della Costituzione “appartiene al popolo”. Un’informazione che occulta o distorce la realtà dei fatti impedisce alla collettività un consapevole esercizio della sovranità. Fatta questa premessa, per dovere di cronaca allego il testo integrale della sentenza n. 228/2016 emessa il 1° agosto del 2016 dalla Corte dei Conti – Sez. Giurisdizionale per la Regione Lazio, relativa alla mancata riscossione dei canoni di locazione di alloggi comunali, da parte del Comune di Anagni.  Dalla sentenza emerge che in seguito all’assegnazione di alloggi di proprietà comunale destinati in locazione a inquilini sfrattati, l’amministrazione comunale in carica all’epoca dei fatti, non ha mai stipulato nessun contratto di locazione, né preteso il pagamento dei canoni di locazione arretrati, né applicato la sanatoria prevista da una legge regionale (n. 18/2000) per la regolarizzazione delle occupazioni dei predetti alloggi, con ciò procurando un ingente danno erariale quantificato nella misura di euro 470.914,68. La responsabilità è stata accertata a carico dei sindaci pro-tempore e di alcuni funzionari comunali, cui va imputata la condotta omissiva, a titolo gravemente colposa, derivante dalla mancata esecuzione di una deliberazione della Giunta Comunale. La Procura riferì che i sindaci Fiorito e Noto, l’assessore Cortina, i dirigenti Magnante e Salvatori, avrebbero omesso di completare il procedimento previsto dalla L.R. n. 2/2003, relativamente alla regolarizzazione delle occupazioni di n. 36 alloggi di proprietà del Comune di Anagni posti in località Tofe e Pistone. Successivamente il Comune di Anagni ha depositato la nota n. 14368 del 10.06.2016 corredata di: quadro riepilogativo situazione inquilini case comunali. Questi i fatti. Con la sentenza in argomento la Corte dei Conti “definitivamente pronunciando ASSOLVE il convenuto sig. Paolo Cortina, CONDANNA, il sig. Franco Fiorito al pagamento in favore del Comune di Anagni della somma di euro 350.000 più interessi, il dott. Carlo Noto al pagamento in favore del Comune di Anagni della somma di euro 40.000 più interessi, l’ing. Antonio Salvatori al pagamento in favore del Comune di Anagni della somma di euro 10.000 più interessi … CONDANNA altresi gli stessi al pagamento delle spese di giustizia…” Questo il giudizio, inconfutabile, pur in presenza di un ricorso in appello e quindi della non definitività dello stesso.  L’amministrazione Bassetta ha, dunque ottemperato agli adempimenti richiesti dalla Corte dei Conti, individuando il responsabile del procedimento di recupero delle somme nel comandante della polizia municipale che dovrà mettere in atto tutte le misure idonee. Se la sentenza non sarà provvisoriamente esecutiva, si aspetterà l’esecutività. Parlare di accanimento della ex Giunta Bassetta, parlare di una delibera assunta per adempiere alle richieste della Corte dei Conti, definendola “assurda” è falsare inevitabilemente l’informazione. La Corte dei Conti ha chiesto di ottemperare a degli adempimenti e, visto i precedenti,  forse è sempre meglio fare il proprio dovere ed  attenersi alle leggi, piuttosto che fare finta di niente, oltretutto quando in ballo ci sono soldi che appartengono alla comunità. Anna Ammanniti
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