Nella giornata di ieri la <cara amica> è stata condannata al risarcimento di un milione e 154mila euro. Per quanto riguarda il procedimento penale la donna insieme ad altre tre persone debbono rispondere penalmente di circonvenzione di incapace.
Rossana, una donna di 52 anni originaria di Villa Santo Stefano ha pagato molto caro l’essersi fidata di una cara amica. Quest’ultima infatti, con la scusa di dover affrontare delle spese per la sua malattia si era fatta cointestare il conto corrente della 52enne. Per la cronaca va detto che la signora ciociara, nel 2008 aveva avuto un risarcimento di un milione e duecentomila euro dall’ospedale dove era stata operata per una meniscopatia . A seguito di quell’intervento non riuscito, la donna non aveva più camminato. A quel punto era subentrata l’amica. Quest’ultima facendole credere di interessarsi a lei in tutto e per tutto, gestiva il denaro della 52enne. Ma dopo tre anni e mezzo di quei soldi si era persa ogni traccia. La cosa ancora più grave è che la disabile era stata sbattuta in mezzo alla strada. A soccorrerla alcuni vicini di casa che avevano avuto pietà di lei. Quando questi avevano saputo quello che era accaduto alla 52enne l’avevano accompagnata dall’avvocato Enrico Pavia affinchè potesse far punire chi aveva fatto sparire tutti quei soldi. A seguito dell’esposto in procura da parte del legale che aveva ravvisato una circonvenzione di incapace, la Guardia di Finanza aveva avviato delle indagini mirate per risalire alla movimentazione del denaro. Secondo quanto emerso dall’inchiesta quei soldi avevano transitato su altri conti correnti. Al termine dell’inchiesta il giudice aveva dato disposizione di dare esecuzione ad un sequestro conservativo di conti correnti, obbligazioni, titoli, polizze ed immobili intestati alla sessantacinquenne e ad altri suoi tre parenti. Il tutto per un controvalore di un milione di euro. M. M.
