Ritorno alla gestione pubblica del servizio idrico e stop al capitolo Acea in provincia di Frosinone. Sono le richieste gridate a gran voce dagli oltre 500 cittadini che stamattina sono scesi in piazza a Frosinone per la manifestazione “BastAcea”.

Ampia la partecipazione da fuori città, con almeno
8 pullman arrivati da varie zone della provincia e in particolare dal Cassinate, dal Sorano e dall’area nord della provincia. Più modesto il contributo di Frosinone città, eccezion fatta per le associazioni che rappresentano lo zoccolo duro della protesta contro la gestione privata. I comitati per l’acqua pubblica distribuiti in provincia hanno
contestato il gestore del servizio idrico rispetto al caro bollette (c’è chi lamenta fatture superiori ai 10mila euro), alla questione della
depurazione, agli
investimenti non ancora effettuati. Per una rete idrica – ricordano i comitati – che è
maglia nera a livello nazionale. Visto che a
Frosinone più del 70% dell’acqua immessa nella rete si disperde in base alla graduatoria de Il Sole 24 Ore. Durante la manifestazione i comitati hanno
contestato a gran voce la Sto (la segreteria tecnica dell’Autorità d’ambito del servizio idrico), chiedendone le
dimissioni. Dopo la bocciatura da parte del Tar della risoluzione contrattuale con Acea votata dai sindaci, i comitati chiedono ora che a gestire un ricorso davanti al Consiglio di Stato non siano più gli stessi tecnici. Mario Antonellis, del coordinamento Acqua pubblica, ha anche prospettato una possibile strada alternativa, che porterebbe i sindaci a
votare nuovamente la risoluzione in maniera più puntuale e senza che a gestire il processo sia l’attuale Sto. Ad accompagnare i cittadini a inizio
corteo, partito dal Matusa ed è arrivato alla Villa comunale, anche alcuni
sindaci, fra cui quello di
Ceccano Roberto Caligiore (assente a inizio manifestazione, invece, il sindaco del capoluogo Ottaviani). Caligiore ha sostenuto che la battaglia dei sindaci non è finita e che continuerà anche di fronte al Consiglio di Stato e in tutte le sedi opportune. In generale nella mattinata di Frosinone comitati e cittadini comuni hanno espresso un
pesante malcontento per la gestione privata dell’acqua pubblica.
“Ventotto milioni di italiani hanno votato nel referendum del 2011 per il ritorno alla gestione pubblica dell’acqua, non vogliamo più essere presi in giro”.
Alessandro Redirossi