Nel pomeriggio di ieri, una testata giornalistica ha riportato la notizia che vede la 40esima edizione del “Certamen Ciceronianum Arpinas” messa a rischio dall’epidemia del Coronavirus. A rispondere è il consigliere Niccolò Casinelli, con delega alla Cultura, nonchè componente del Consiglio di Amministrazione del prestigioso evento《Lo sciacallaggio mediatico scatenato dal COVID-19 ha colpito anche il “Certamen Ciceronianum Arpinas”. Leggo che ci sarebbero una decina di iscrizioni, leggo che molto probabilmente non se ne aggiungeranno altre, leggo che il Certamen si è tenuto in forma ridotta negli ultimi anni. È opportuno fare chiarezza su questa serie di fantasie animate da una irrefrenabile e cronica voglia di tastiera, oggi più che mai acuita da un’emergenza che pare aver sortito il curioso e incredibile effetto di peggiorare un “giornalismo” già di pessimo livello》.
Casinelli fa il punto sulle menzogne riportate nell’articolo, false notizie che diffamano l’immagine della manifestazione e screditano il lavoro degli organizzatori《Le “poche iscrizioni” fanno registrare un record per il Certamen Ciceronianum Arpinas: mai prima di quest’anno, a due mesi dalla manifestazione, vi era stato un così alto numero di iscrizioni. Se è pur lecito fare delle previsioni è anche vero che le stesse vanno contestualizzate: se tra le raccomandazioni che i Governi si sono premurati di diffondere vi è quella di evitare assembramenti di persone, e se il Certamen è il luogo dell’assembramento di centinaia di giovani europei, allora è evidente, mi perdonerà Cicerone se per un momento utilizzo Aristotele, che i Governi hanno invitato il Centro Studi Umanistici “Marco Tullio Cicerone” – unica voce ufficiale sulle sorti del Certamen – a riflettere sulla edizione in programma a maggio prossimo. Detto altrimenti, le iscrizioni non mancano, ma il Centro Studi è quotidianamente raggiunto da decine di richieste di informazioni in merito alla prossima edizione. “In forma ridotta”: è innegabile che il Certamen abbia risentito della crisi epocale della cultura classica nonché della più generale temperie di contrazione economica, ma è altrettanto vero che, in questa congiuntura, la manifestazione ha rivendicato la propria unicità e perseguito con coerenza l’opera di promozione e diffusione della produzione ciceroniana, rifuggendo i tentativi di forzata modernizzazione, quasi sempre deleteri e forieri di banalizzazione. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, il Certamen è tornato a crescere dopo una crisi globale, con buona pace della “forma ridotta”. Ogni decisione che il Consiglio di Amministrazione, convocato ad hoc per lunedì mattina, adotterà in merito all’organizzazione della 40esima edizione del “Certamen Ciceroniuanum Arpinas” alla luce dell’emergenza COVID-19, sarà presa senza perdere di vista le esigenze di salvaguardia della manifestazione e del portato di valori che ad essa sono associati》. SaP
