Ferentino – L’Avis incontra i ragazzi della scuola media: “Donare è bello” (foto)

Alessandro Andrelli
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Nelle mattinate di giovedì e venerdì, durante l’orario scolastico, i ragazzi delle classi seconde dell’istituto Giorgi Fracco di Ferentino, hanno avuto il loro incontro con una nuova realtà: quella dell’Avis di Ferentino. All’incontro erano presenti il presidente dell’associazione Roberto Andrelli, la dottoressa Alessandra Infussi e i volontari Antonella ed Alessandro.

Donare il sangue è un gesto d’amore, un gesto semplice, che non costa nulla. È un gesto che spinge verso il prossimo, che avvicina; un gesto di cui molti purtroppo, ancora oggi, non conoscono l’importanza. Nel corso delle due mattinate la scuola media di Ferentino “Giorgi – Fracco”, ha avuto la possibilità di incontrare questa realtà preziosa, che si mette all’opera per sostenere il prossimo. Nell’aula magna dell’istituto, i ragazzi hanno fatto il loro ingresso preceduti da un vociare vivo. I loro occhi, attenti e svelti, si sono soffermati immediatamente sul grande schermo luminoso che riproduceva la scritta “Avis” con curiosità; e le loro orecchie hanno ascoltato, attente, le parole del presidente dell’associazione, Roberto Andrelli, che è stato il primo ad accoglierli con sorrisi ampi e battute scherzose su jeans stracciati alle ginocchia…Le risate dei ragazzi hanno confermato che la loro attenzione era tutta lì, catturata in quella stanza. Il presidente ha spiegato ai ragazzi che questo volontariato è sentito nel cuore, come è sentito fortemente il “dovere di procurare il sangue per il nostro territorio”, perché è importante, perché quel sangue dal colore che sa di vita, stretto in quelle sacche, salva. Salva la vita delle persone, salva la loro realtà, quella stessa realtà che, spiega il volontario Alessandro, ricerca nel suo lavoro di giornalista e che lo ha spinto a raccontare, a partecipare attivamente anche a questa. Ma cos’è l’Avis? Una serie di video presentati all’incontro ce lo spiegano in modo semplice. L’Avis, oggi, è la più grande organizzazione di volontariato del sangue italiana che, grazie ai suoi associati, riesce a garantire circa l’80% del fabbisogno nazionale di sangue. Questa associazione pianta le sue radici nel 1926, quando Vittorio Formentano lancia un appello a Milano per costituire un gruppo di volontari per la donazione del sangue. A quell’appello rispondono 17 persone, che si riuniscono dando così vita all’Avis. I ragazzi, a parte qualche piccola distrazione, sono attenti e partecipano rispondendo prima timidamente, poi con voce sempre più acuta, alle domande sul sangue poste dalla dottoressa Infussi. Si interessano a ciò che scorre nei video davanti ai loro occhi e mostrano, tramite le loro espressioni ora serie, ora sorridenti, le emozioni e i sentimenti che si smuovono in loro davanti a questa realtà. Una frase richiama particolarmente all’attenzione: “dona il sangue, la vita non può aspettare.” Sì, proprio così: la vita non può aspettare, non ci è concesso abbandonarla, metterla in pausa! La vita pretende di essere vissuta e noi dobbiamo proteggerla, aiutarla donandole altra vita, una parte di quella che scorre in noi. Non abbiate paura di donare il sangue, anche se è lecito, normale sentirla vibrare dentro, come racconta la volontaria Antonella parlando della sua prima esperienza: “ma non lasciate che la paura vi privi della volontà di donare”. Non abbandonate, per paura, la possibilità di compiere un atto bellissimo: salvare il prossimo, salvare tutte quelle persone che non fanno altro che aspettare il nostro aiuto, il nostro sostegno! Bellissimo è stato il messaggio conclusivo di questo incontro, quello lanciato dal presidente ai ragazzi: “non rovinatevi la vita da soli con droghe o alcol”, ma curatela, donatela. Sì, donate la vita e sarete vivi! Ester Evangelisti
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