E’ trascorsa una settimana dalla revoca delle deleghe assessorili ad Aurelio Tagliaboschi, il Partito Democratico dopo il confronto presso la Federazione provinciale e il direttivo cittadino, ha deciso di votare la mozione di sfiducia al sindaco Bassetta.
La decisione presa questa sera, dopo il direttivo cittadino, è stata comunicata dal presidente del Pd di Anagni, Maurizio Bondatti attraverso la seguente nota stampa. “Il direttivo del Circolo cittadino di Anagni, con voce univoca e con voto unanime, ha demandato al gruppo consiliare di votare la mozione di sfiducia al Sindaco Fausto Bassetta. Insieme alla Città di Anagni è il PD ad essere deluso dal Sindaco Bassetta, per i suoi comportamenti e le sue scelte che nulla hanno a che vedere con la politica e che hanno solamente ingessato qualsiasi attività o progetto a favore della cittadinanza. Le mortificazioni politiche che il Partito Democratico ha dovuto subire in questi ultimi periodi sono state molteplici. Come non ricordare le sue dimissioni di Ottobre? A causa della crisi politica, non certo provocata dal nostro gruppo consiliare, ma dalla corsa alle poltrone che si era scatenata tra gli alleati e a seguito della nostra denuncia politica del “mercato delle vacche”, il Sindaco Bassetta di tutta risposta si dimise in consiglio comunale, accusando senza motivo il Partito Democratico a tutti i livelli. In quell’occasione con grande senso di responsabilità abbiamo ricostruito a forza un rapporto, nella speranza che si potesse dare ancora un governo alla Città. Quindi l’ultimo consiglio comunale. Quando incalzato e messo all’angolo dalle opposizioni, il Sindaco Bassetta, si è definito “indipendente” anche dal Partito Democratico, dando voce, forse, a ciò che da sempre covava sotto la cenere: Bassetta non si è mai sentito e non è mai stato del PD. Infine “la pugnalata” di questi giorni. Estromettere l’assessore al bilancio Tagliaboschi dalla Giunta, facendogli recapitare la revoca tramite messo comunale, senza alcun confronto con il Partito o con il gruppo consiliare. Il metodo usato risulta a dir poco bizzarro e pretestuoso, in quanto è emerso che non vi è nessuna responsabilità politica diretta del rappresentante in Giunta del PD. Di fronte a tutto questo, non c’è senso di responsabilità che tenga. La misura è colma. Il Sindaco ha voluto mettere da parte e tirare fuori il Partito Democratico da questa amministrazione. Benissimo, prenda atto però che con questa sua mossa incomprensibile e sconsiderata, non ha più i numeri per governare, ne tragga quindi le conseguenze ed esca quanto prima da questa imbarazzante situazione, permettendo ai cittadini di decidere al più presto, evitando così la gestione commissariale che ritarderebbe ulteriormente il rilancio della Città.” Anna Ammanniti
