Ginecologa dell’ospedale di Frosinone rinviata a giudizio con l’accusa di omicidio colposo a seguito della morte di una donna in sala operatoria.
Omicidio colposo. Con questa accusa è stata rinviata a giudizio M.R.P. una ginecologa che avrebbe preso parte all’intervento di policistectomia a cui si era sottoposta nel luglio del 2016 presso lo <Spaziani> di Frosinone, Teresa Carinci, una donna di sessanta anni residente a Ceccano. Questa mattina, dopo aver ascoltato la tesi difensiva dell’avvocato Natalino Guerrieri che rappresenta la ginecologa e gli avvocati di parte Vittorio ed Antonio Perlini, il giudice per le udienze preliminari ha deciso di rinviare la dottoressa a giudizio. Secondo quanto emerso dalla perizia depositata dalla dottoressa Maria Viglialoro consulente della procura, la ginecologa avrebbe peccato di negligenza, imprudenza ed imperizia. L’avvocato difensore, va detto, aveva sempre sostenuto che si era trattato di un guasto meccanico e non di errore umano. A seguito di questa tesi era stato richiesto dal magistrato inquirente un esame particolare sul resettore uniculare il macchinario utilizzato in sala operatoria nel corso dell’intervento chirurgico e che dopo il decesso della sessantenne era era stato sottoposto a sequestro. Ma le indagini completate su quel congegno meccanico non era emerso nulla di anomalo. Alfonso Toti, il marito della povera Teresa, non aveva mai creduto al guasto meccanico. <Un medico dovrebbe accorgersi – aveva dichiarato – se qualcosa non funziona. Non si può mettere una vita umana in mano ad un macchinario>. Teresa Carinci, ricordiamo si era recata in ospedale per sottoporsi ad un banale intervento di policistectomia. Prima di partire per le vacanze voleva togliere quei fastidiosi polipi all’utero. In fondo si trattava di una degenza di soli due giorni. Invece dalla sala operatoria la donna era finita in Rianimazione senza riprendere mai conoscenza. Shock emorragico. Questa la causa che aveva portato al decesso della sessantenne. Una complicazione che era sopraggiunta mentre la paziente si trovava sotto i ferri. Il marito ed i figli però avevano sospettato che qualcosa in sala operatoria non era andata per il verso giusto. Così avevano presentato denuncia in procura. Gli inquirenti dopo aver sequestrato la cartella clinica avevano aperto un’inchiesta. Il resto è cronaca. Adesso sperano veramente che la magistratura faccia giustizia. (foto di repertorio) Marina Mingarelli LEGGI ANCHE http://www.tg24.info/frosinone-morte-teresa-carinci-a-novembre-udienza-preliminare-per-la-ginecologa-accusata/
