AGGIORNAMENTO Roccasecca – Morte papà violento, parla l’insegnante della 14enne

Angela Nicoletti
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Forse oppresso dal rimorso e dal peso della situazione si è tolto la vita in chiesa, a Roccasecca. Una morte volontaria, quella dell’agente di polizia penitenziaria accusato di aver violentato la figlia di 14 anni, che dovrà trovare una conferma e per questo è stata fissata l’autopsia. Il magistrato Chiara D’Orefice della Procura di Cassino domani mattina darà il conferimento dell’incarico al medico legale, il dottor Caruso che poi eseguirà l’accertamento autoptico.

L’uomo è stato trovato privo di vita nella chiesa dedicata a San Tommaso d’Aquino, nella parte più antica di Roccasecca, in località Castello. A trovarlo i carabinieri del luogotenente Donato Bottone e del colonnello Fabio Cagnazzo, comandante provinciale, che lo cercavano dopo che alcuni parenti avevano segnalato lo stato di prostrazione in cui era sprofondato. Nel frattempo la docente di Italiano che insegna presso l’Istituto Tecnico di Cassino frequentato dalla 14 anni, racconta cosa ha spinto lei ed il dirigente scolastico ad allertate la Polizia di Stato. “Quando ho iniziato a leggere credevo fosse un incubo. Tremavo. Ogni parola pesava come un macigno. E più andavo avanti nella lettura, più mi rendevo conto che la storia di quel tema era vera. Drammaticamente vera. Per questo ho informato il dirigente. Abbiamo convocato la ragazzina e le abbiamo detto che poteva fidarsi e che fosse un scherzo doveva dirlo. Lei, invece, tra le lacrime, ha ricostruito ogni passaggio, ogni singolo momento. Per questo abbiamo convocato la madre. Quella donna era scioccata ma non ignara”. La stessa madre, come viene riportato nell’ordinanza a firma del Gip, ha dichiarato al dirigente scolastico ed agli investigatori di aver avvertito più volte la figlia di “non restare mai sola con tuo padre”. (foto dal web) @nicoletti Intanto è stata diffusa una nota del Garante per la protezione dei dati personali: Con riferimento alle notizie riguardanti il suicidio del padre accusato di violenza sessuale nei confronti della figlia minore, il Garante per la protezione dei dati personali richiama tutti i media ad astenersi dal riportare informazioni e dettagli che possano condurre alla identificazione della ragazza e ledere la riservatezza e la dignità di tutti i familiari coinvolti nella vicenda. Il Garante ricorda che, pur nel legittimo diritto di cronaca riguardo a fatti di interesse pubblico, è doveroso che i media si comportino con responsabilità, evitando di pubblicare informazioni che – anche quando provengano da fonti ufficiali – possano rendere, anche indirettamente, riconoscibili le vittime di abusi, danneggiandole ulteriormente. La divulgazione di tali informazioni risulta ancor più grave se si tiene conto che la vittima è una persona minore di età, alla quale l’ordinamento (Codice privacy, Codice penale, Carta di Treviso, Convenzione dei diritti del fanciullo) riconosce una tutela rafforzata“. LEGGI ANCHE http://www.tg24.info/ultimora-roccasecca-accusato-di-stupro-il-padre-si-uccide-in-chiesa/
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