Raddoppiato nel corso del decennio il giro di affari del gioco d’azzardo, solo nel Lazio nell’ultimo anno si è triplicato il numero dei giocatori. Quasi cento miliardi di euro tirati fuori dalle tasche degli italiani e lo Stato ne intasca il 10 per cento. Una grande industria che sta dietro solo a Eni e Fiat. Di questo passo, disoccupazione e disagio sociale diventeranno le bombe ad orologeria pronte a deflagrare nelle nostre piccole comunità e a pesare nell’economia familiare e persino sulle casse del comune. Lo scrive in un comunicato stampa il sindaco di Pastena.
“Sono situazioni allarmanti – continua la nota – che riguardano tutti i comuni della provincia con percentuali variabili e che tuttavia coinvolgono sempre più le fasce giovanili. Disoccupazione e disagio sociale che incentivano l’uso di alcool, di fumo e di droghe che peraltro favoriscono e accentuano i fenomeni di povertà e di emarginazione sociale. In questo triste contesto si fa largo, da tempo, la dipendenza dal gioco, slot machine, scommesse on-line, lotterie e gratta e vinci, che bruciano i miseri guadagni dei giovani e portano sul lastrico le famiglie. Perché non vengono attribuiti ai comuni i poteri di concedere o meno la licenza per queste trappole elettroniche? Oggi possiamo solo controllare l’applicazione delle norme, ma sono proprio queste che andrebbero cambiate nel rispetto della dignità della vita e del lavoro dei cittadini. Vedere l’accanimento di alcuni che buttano al vento i loro soldi è penoso, e sapere che la vita dei familiari è condizionata fortemente da questi comportamenti è scoraggiante. Dovremmo costituire con gli altri comuni una task force per limitare i danni da alcool e le varie forme di ludopatie e portare in parlamento proposte ulteriormente restrittive sull’uso dei videogiochi e del gioco d’azzardo in generale. Non si tratta di istituire una “setta di mormoni” ma di essere coscientemente al servizio delle nostre comunità locali ed avere il coraggio e la lucidità di denunciare situazioni devastanti per la vita dei singoli. Ma in questo caso gli interessi, anche di organizzazioni criminali, passano sulla pelle dei cittadini. Ci stiamo abituando a tutto, anche a fare cassa con le debolezze e le disgrazie della povera gente“.
