Colleferro – Problema acqua, Comitato Residenti: “Noi NON ce la beviamo”

Anna Ammanniti
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Il Comitato residenti Colleferro ha informato l’Autorità giudiziaria della condotta di ACEA ATO2 spa di Roma nella gestione del servizio idrico nel Comune di Colleferro affinché siano valutati possibili profili penali in ordine al reato di interruzione di pubblico servizio con potenziali rischi per la salute umana e, nel caso, di individuare i responsabili, al fine di procedere nei loro confronti.

Di seguito la nota stampa
<Il Comitato, con Ina Camilli, ha presentato il 18 dicembre 2017 un esposto, supportato da documentazione, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Velletri nei confronti di ACEA per la tutela dei diritti di cittadinanza, costituzionalmente garantiti, e dei diritti degli utenti, regolati da leggi regionali, dalla Carta dei Servizi di ACEA e da apposita Convenzione comunale. La denuncia riguarda il mancato rispetto da parte del gestore dei propri obblighi contrattuali, come l’improvvisa interruzione dell’erogazione dell’acqua per uso domestico ed igienico, il mancato ripristinato della fornitura nei tempi previsti dalla Carta dei Servizi, ponendovi rimedio sempre con grande ritardo, non aver garantito la fornitura del flusso minimo vitale, il mancato preavviso e la mancata risposta alle pressanti richieste dei cittadini, circa i motivi, la durata del disservizio e i tempi di ripristino del servizio stesso. […] Il gruppo ACEA è subentrato nella gestione dell’acquedotto comunale e nella conduzione tecnica dei servizi di fognatura e deputazione il 21 maggio 2015. […] Due anni in cui il servizio è stato pagato anche quando non è stato somministrato e quindi gli utenti chiedono che i danni subìti siano addebitati a chi li ha provocati. Sarà il nostro prossimo ricorso alle Autorità competenti e presenteremo una diffida anche all’Autorità Antitrust. […] Alle vibrate reazioni della comunità, apparse anche sui social e sulla stampa locale, non sono stati forniti chiarimenti esaustivi da parte della ASL RMG, dell’Amministrazione comunale e dei Responsabili della segreteria tecnica operativa di ACEA ATO2 (organismo di vigilanza sulla gestione del servizio idrico; controllo standard del servizio all’utenza e dei costi di esercizio). L’esposto richiama l’ultima ordinanza del 4 novembre 2017, n. 170, con la quale il Sindaco di Colleferro, a seguito dei risultati delle analisi effettuate da Arpa Lazio e comunicate dalla ASL RMG, ha disposto l’interdizione dell’uso umano dell’acqua presso il quartiere Scalo. L’ordinanza è stata revocata dopo un mese e 10 giorni, il 14.12.2017, n. 195, ma in questo lasso di tempo l’acqua – utilizzabile previa bollitura! – è spesso mancata senza preavviso e quando è stata ripristinata era di colore giallo, in altre ore scurissima! Se si vuole essere efficienti e rapidi nel gestire queste criticità è fondamentale che i cittadini sappiano quale pozzo alimenta il proprio quartiere e siano allertati tramite Alert System per una informazione in tempo reale! Il suggerimento è quello di eseguire una mappatura dei pozzi riferibili al quartiere e creare liste geolocalizzate di utenti telefonici suddivise per quartieri, vie, piazze, scuole, attività commerciali, ecc., oltre  al servizio APP NON APP di un cellulare. La situazione non è più tollerabile e va affrontata con la contestazione formale delle inadempienze da parte del Comune, applicando le penali previste dalla Convenzione. E’ anche necessario rivedere la Convenzione con ACEA, inserendo un sistema sanzionatorio più efficace, fino a prendere in considerazione di esercitare il diritto di recedere dal contratto. Il passaggio ad ACEA e la Convenzione infatti sono stati decisi dal Commissario straordinario e il Consiglio comunale potrebbe rivedere quella scellerata deliberazione, ancor più quando sussistono i presupposti per disporre la risoluzione contrattuale con il gestore. Del resto i comitati per l’acqua pubblica della valle del Sacco sono ricorsi al TAR per ottenere la risoluzione del contratto per colpa del gestore ACEA ATO 5 Spa, sebbene la sentenza, proprio di questi giorni,  non ha risolto definitivamente la vertenza.Percorreremo la stessa strada o un’altra ma il disegno espansionistico di ACEA su tutto il territorio regionale, che aspetta da tre anni l’applicazione della legge regionale n. 5/2014, deve essere fermato!> (foto di repertorio)
         
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