La telenovela estiva sull’asse Ferentino – Cagliari si chiude ufficialmente a metà Luglio.
15 Luglio 2017. Il Consiglio Federale, riunitosi a Roma, mette ufficialmente la parola fine sul Basket Ferentino: la società laziale cambia sede e denominazione, trasformandosi in Cagliari Dinamo Academy e cedendo ai sardi il diritto di partecipare alla Serie A2.
È l’atto che sancisce la fine della pallacanestro amaranto, cancellando di fatto Ferentino dalla mappa geografica del basket di vertice. Si chiude peggiore dei modi una storia quarantennale, partita nel 1977 da un campetto nel centro della città e arrivata alle soglie del massimo campionato, vendendo alternarsi una serie di campioni come Gigli e Bulleri, solamente per citare gli ultimi.
È la fine che hanno dovuto subire anche realtà di vertice di cosiddetti sport minori nella nostra provincia, basti pensare alla IHF di volley e al Basket Veroli, accomunate dall’incapacità di consolidarsi ad altri livelli attraverso una visione meno provinciale. A rendere ancora più drammatico l’esito c’è stata la lunghissima trattativa, partita di fatto a fine Aprile e risoltasi alla fine di Giugno, prima dell’epilogo ufficiale. Mesi bui per tutti i tifosi amaranto, vissuti nella massima incertezza, dovuta all’assordante silenzio delle massime cariche societarie, che mai hanno fatto chiarezza sui reali motivi che hanno portato a questa decisione. Un silenzio condiviso dalle istituzioni, che hanno visto un’eccellenza del territorio prendere l’aereo per la Sardegna senza capire che non si trattava di una semplice vacanza. Un silenzio parziale anche da parte dei sostenitori che, ad eccezione di un comunicato emesso dalla Curva Nord, non hanno fatto nulla per far recedere chi di dovere dalle sue posizioni, come invece è avvenuto praticamente in ogni angolo d’Italia di fronte a episodi analoghi.
Sarebbe troppo facile e forse inutile puntare ora il dito contro qualcuno da mettere sul banco degli imputati. La realtà dice che il 2017 è stato l’ultimo anno di vita del Basket Ferentino, che pochi conosco le reali motivazioni dietro questo avvenimento, che anche coloro i quali se ne sono realmente interessati rappresentano una minoranza e che adesso la Serie A2 se la godono a Cagliari.
Roberto Caporilli
