I recenti furti di batterie d’auto ed accumulatori per impianti fotovoltaici e telefonici messi a segno nella Provincia frusinate, puntano i riflettori su un nuovo business, il commercio abusivo del piombo.
Tale metallo ha recentemente acquisito un rinnovato interesse commerciale, difatti, regolarmente viene venduto a 70 centesimi al chilo, ma chi lo acquista sul mercato nero può ottenere una riduzione del costo pari alla metà. Durante la consueta attività di controllo del territorio, militari del Nucleo Mobile della Tenenza di Sora fermavano un furgone, che percorreva la SS690 in direzione Cassino, con a bordo tre pregiudicati, tutti residenti nell’hinterland napoletano. I finanzieri insospettiti dall’insolito nervosismo del conducente, approfondivano l’ispezione del veicolo e rinvenivano occultati all’interno del vano merce, 32 accumulatori di corrente industriali oltre a vari attrezzi da scasso. I malviventi non erano in grado di esibire alcuna documentazione attestante la lecita provenienza della merce, pertanto, sono stati denunciati per concorso in ricettazione. Le Fiamme Gialle hanno proceduto al sequestro della refurtiva oltre ad un vero e proprio kit di attrezzi per lo “scasso” (flex, paranchi, martelli di varie dimensioni, chiavi per l’apertura delle centraline telefoniche). Le indagini, coordinate dal magistrato Marina Marra della Procura di Cassino, sono tutt’ora in corso al fine di poter rintracciare i legittimi proprietari, dall’esame delle denunce per furto presentate su tutto il territorio nazionale è emerso che la maggior parte degli accumulatori è di proprietà del gestore telefonico Vodafone al quale verranno restituiti. Lo smaltimento della merce è tra l’altro regolato da una normativa speciale, trattandosi di rifiuti pericolosi in quanto tossici per la salute a causa dell’alta percentuale di metalli pesanti contenuta all’interno degli accumulatori.
