Si è svolta martedì 19 dicembre presso la Regione Lazio, la seconda seduta istruttoria della conferenza di servizi per la Valutazione di Impatto Ambientale dell’impianto di realizzazione di fertilizzanti da materiale organico proposto da IPERCOMPOST srl. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Fausto Bassetta ha espresso parere negativo. Presente Legambiente Anagni a ribadire la contrarietà a nuovi impianti di trattamento rifiuti nella Valle del Sacco. Assente il Ministero, l’amministrazione provinciale, l’ARPA e la ASL.
L’IPERCOMPOST propone un impianto a digestione completamente aerobica, progettato per trattare 27.000 tonnellate di rifiuti all’anno. Un impianto che tratterebbe oltre la FORSU (Frazione Organica Residui Solidi Urbani), ottenuta quindi dalla Raccolta Differenziata, anche rifiuti di altra natura, quali fanghi di depurazione delle acque civili ed agroindustriali, rifiuti agroindustriali e rifiuti ligneocellulosici. La città di Anagni produce 2200 tonnellate di rifiuti annui, quindi la quantità di umido da lavorare nell’impianto sarebbe davvero eccessiva da sopportare in un territorio già gravemente martoriato dall’inquinamento e facente per altro parte del Sin. Alla conferenza il Comune di Anagni, con l’assessore all’Ambiente Giuseppe Felli ha espresso parere negativo. Giuseppe Felli: “ Il nostro è un parere fermamente contrario! Intanto il sito verrebbe a collocarsi in un contesto territoriale ed ambientale già compromesso: ne è riprova che si trova nel SIN, Bacino del Fiume Sacco in merito al quale il Ministero dell’Ambiente ha dettato le linee guida sulle procedure operative e amministrative per la bonifica, la cui rispondenza deve essere accertata ai fini della valutazione dell’impatto ambientale del progetto. C’è inoltre da precisare che la recente zonizzazione del territorio di Anagni (stabilita con Delibera della Regione Lazio nr. 563/16, in classe 1) conseguenza della non buona qualità dell’aria, è elemento che occorre tener presente quando si discute di attività produttiva a impatto ambientale e ciò è stato portato all’attenzione della Regione che è chiamata a rilasciare o negare l’autorizzazione. Il sito inoltre è ubicato a poca distanza dal canale Tufano (affluente del Sacco) e in virtù del Piano di Tutela delle Acque attualmente vigente con Delibera regionale nr. 818/16 è stata classificata come pessima la qualità delle acque del Bacino Fiume Sacco, in particolar modo nel tratto tra i Comuni di Anagni e Colleferro. Per completezza sono stati portati all’attenzione della Regione i fattori escludenti rappresentati dalla vicinanza di istituti scolastici e i fattori di attenzione progettuali rappresentati dalle case sparse ed edifici rurali che si trovano ad una distanza di circa 500 mt.” Presente in conferenza stampa Legambiente Anagni con il presidente Rita Ambrosino: “Alla conferenza di servizi, oltre alla ditta proponente e all’amministrazione comunale di Anagni, rappresentata dall’assessore all’ambiente avv. Giuseppe Felli, era presente fisicamente solo Legambiente. Abbiamo stigmatizzato l’assenza delle istituzioni competenti in materia, prime tra tutte l’Amministrazione Provinciale, l’ARPA, la ASL. Sono assenze rilevanti perché la normativa vigente prevede la regola del silenzio-assenso. Abbiamo chiesto, inoltre, che venisse messa a verbale anche la significativa mancanza del Ministero dell’Ambiente, peraltro non convocato dalla Regione. L’assenza del Ministero è ancor più grave se si considera che tale attività industriale risulta inserita all’interno del Sito di Interesse Nazionale “Valle del Sacco”, ufficializzato solo un anno fa, nonostante lo stato di emergenza socio-sanitaria del territorio compreso tra le province di Roma e Frosinone sia noto da decenni. Ai funzionari regionali abbiamo illustrato la situazione complessiva della zona compresa tra Colleferro e Anagni dove si concentra un eccesso di attività di trattamento rifiuti, con impianti, in corso di approvazione o già funzionanti, decisamente sovradimensionati per le esigenze della popolazione residente ed in netto contrasto con la realtà di un territorio che avrebbe bisogno solo di attività di bonifica. Ribadiamo con forza la necessità di una moratoria, peraltro già richiesta da Legambiente all’assessore Buschini e già formalizzata dal consiglio comunale di Anagni con la delibera n. 8 del 30/03/2017, di qualsiasi tipo di impianto agro-industriale che possa peggiorare il già pessimo stato di salute della Valle del Sacco.” All’esito della conferenza la Regione Lazio ha aderito alla richiesta svolta dal Comune di Anagni e anche di Legambiente (presente in sede di conferenza dei Servizi) di richiedere parere al Ministero dell’Ambiente stante la competenza statale in materia, mentre per quanto concerne l’ubicazione del sito nella fascia di rispetto del canale di Tufano ha ritenuto necessario acquisire il parere dell’Area Ciclo Integrato dei Rifiuti per la considerazione di tale aspetto come fattore escludente. Anna Ammanniti
