Persistono le difficoltà nell’assegnazione, da parte degli ATC, delle aree in cui svolgere l’attività di. Dopo il caso che ha coinvolto i cacciatori residenti tra Anagni e Ferentino, per quanto riguarda la caccia al cinghiale in braccata, si segnalano altre problematiche anche nella zona di Alatri.
Sul tema è intervenuto il consigliere comunale alatrense Maurizio Maggi: “Ho appreso da alcuni cacciatori e dagli organi di stampa – riferisce il consigliere – che ci sono state difficoltà nell’assegnazione delle aree e questo ha rallentato l’attività per molti cacciatori, alcuni dei quali sono stati costretti ad emigrare nei territori di altre province. I problemi non sono mancati neanche da noi e per questo mi metto a disposizione, in qualità di consigliere comunale, per un incontro che possa chiarire i meccanismi che regolano l’assegnazione delle zone nell’esclusivo interesse dei cacciatori che vanno tutelati”. Recentemente l’assessorato regionale all’Agricoltura, Caccia e Pesca ha trasmesso una proposta per il nuovo statuto degli Ambiti Territoriali di Caccia per il quale sono state avanzate delle mozioni volte, secondo il proponente, a migliorarne l’efficacia come ad esempio la riduzione del numero dei componenti sia dell’Assemblea che del direttivo degli ATC ; il diritto di presenza a tutte le associazioni riconosciute ed effettivamente operanti sul territorio; l’obbligo della convocazione dell’Assemblea almeno due volte l’anno; l’obbligo per gli ATC di avvalersi, come loro sedi, delle strutture delle Province e degli ADA provinciali con notevole risparmio economico che potrebbe da una parte andare ad abbattere l’importo della tassa che i cacciatori devono pagare e dall’altro ridurre o eliminare quella per il controllo sanitario degli organi interni degli animali abbattuti da corrispondere ai veterinari; poi l’acquisto della selvaggina da allevamenti presenti sul territorio regionale e nazionale; la predisposizione delle cartografie delle zone di caccia al cinghiale congiuntamente agli uffici tecnici delle amministrazioni comunali coinvolte e sotto la direzione degli ADA provinciali; la creazione di commissioni di studio sulle problematiche dell’attività venatoria; l’inserimento del divieto di nomina di rappresentanti che ricoprono cariche politiche: “Le modifiche avanzate da Renato Antonucci – chiarisce Maggi – vanno a migliorare in maniera decisiva l’operatività e l’efficacia dello statuto degli ATC e per questo vanno sostenute. Il mio impegno sarà quello di spiegare, nell’eventuale incontro con le parti in causa, l’utilità delle modifiche richieste”. A.T. LEGGI ANCHE http://www.tg24.info/anagni-cacciatori-di-nuovo-in-attivita/
