(di Alessandro Andrelli) Dipinto, contro ogni evidenza, come Lorenzo il Magnifico dalla stampa amica e descritto come Attila castigo di Dio dai cittadini sorani che combattono tutti i giorni con lo sfacelo quotidiano e non ce la fanno più a sopportarlo, De Donatis prosegue il suo cammino continuando a navigare a vista in un acquario melmoso aggrappato con tutte le sue forze ad una scialuppa bucata e sgangherata.
Impegnato al massimo nel mantenere il primato di peggior sindaco che la città ricordi a memoria d’uomo e di quello più falso politicamente, è infognato come non mai nel Taglialatela-gate. Il caso che lo ha fatto apparire per ciò che è veramente. Dicono che consapevole di quello che stesse accadendo alle spalle della consigliera di Forza Italia e complice del tranello imbastito ad hoc per lei, cerchi adesso di defilarsi dalle sciabolate sferzate dal trio Abbruzzese-Mosticone-Petricca, perché la questione scotta e scotta parecchio. Così, mentre tutta Sora si interroga in merito all’esistenza del famoso patto segreto ed è profondamente indignata per essere stata considerata da Abbruzzese solo un bacino di voti per Cassino e da Mosticone e Petricca solo un trampolino di lancio per la propria escalation politica, De Donatis distoglie l’attenzione dei cittadini ed appare, con sorriso beffardo, accanto al patron della Globo Volley Sora. In un solo istante il passato è dimenticato. Basta una dichiarazione strappalacrime (è così bravo a farle ed a mettersi in petto tutti!) ed il sindaco si riabilita. Così d’improvviso i tifosi sono sempre stati nel suo cuore e la prima squadra è sempre stata il suo pensiero più grande dall’inizio della legislatura. Povera Sora! Politicamente quest’uomo una faccia non ce l’ha proprio! Esempio perfetto di una mediocrità assoluta dilagante. Senza battere ciglio e con un colpo di spugna, cancella tutto il menefreghismo del suo governo nei confronti della pallavolo e con esso vengono dimenticati i tranelli fatti in consiglio comunale per mettere i sorani contro i sorani, così come gli studi di indotto economico di non ritorno, le frasi sogghignate nelle stanze di potere ed i “piani di vendetta” inferti (leggi qui). E poi ci si meraviglia che Abbruzzese viene a Sora solo a far razzia di voti (per contarne di più alle prossime elezioni regionali è arrivato, guarda caso!, anche il finanziamento per il Natale), che Mosticone vuole a tutti i costi il suo amico fraterno assessore, e che la Petricca abbia firmato un patto con il diavolo per essere candidata alla Regione. Tutti figli alla stessa mamma ed a Sora “non resta che piangere!!!”. Di chiacchiere tante, vero tutto ed il contrario di tutto, di fatti concreti e conclusi neanche uno. Troppo impegnati a fare altro, nessuno si cura del bene della città. Torna come argomento principale la riorganizzazione del personale che pensata e definita in un acquario fa acqua da tutte le parti. Appare indispensabile modificarla di nuovo, ma non per l’interrogazione di Pintori che non interessa proprio a nessuno e neanche per fare funzionare meglio la macchina comunale, unico scopo accontentare gli amici, che minacciano l’ammutinamento, e punire i nemici o chi nel frattempo è diventato tale. La colpa più grande da espiare al momento sembra essere un mancato trasferimento e forse un successivo mancato concorso, che qualcuno ha impedito, bloccando le bramosie di potere e superiorità insite nell’animo di chi vuole salire a tutti i costi anche calpestando gli altri ed a cui è “peccato mortale” dire di no. E mentre si aspetta ancora l’operato di De Gasperis per la riqualificazione del mercato (non nasce niente da ben 17 mesi), così come quello di Vinciguerra per il problema ospedale (non sciopera e non occupa nulla dal tempo dell’amministrazione Tersigni!), a Sora si dice che Mosticone sia volato a Bruxelles, per rappresentare la città in Europa. Dicono che si sia addottorato in sviluppo rurale ed economia agricola pur senza essere dottore, tanto da aver preteso dal sindaco la delega all’agricoltura (subito ottenuta tra l’altro!) e che sia andato per approfondire coltivazioni “innovative” che gli stanno molto a cuore. Al produttore penserà lui con la delega all’agricoltura, al consumatore penserà la signora Taglialatela con il commercio. Con arroganza e presunzione si continua a ritenere che Sora sia una città di stupidi che non si accorgano dei giochi e dei tranelli. E mentre Caschera continua la sua fabbrica di San Pietro con il rifacimento delle strisce magiche che appaiono e, poco più di un mese dopo, scompaiono e Bruni invita tutti i cittadini a giocare a golf, perché proprio del golf la città ha bisogno!, si resta interdetti davanti agli yes-men e le yes-women seduti tra i banchi del Consiglio, buoni solo ad alzare la mano perché serve il numero. Altro non c’è, perché i lavori sulle scuole e sulla salita dell’ospedale sono opera dell’amministrazione Tersigni. Di fumo De Donatis ed il suo gruppo ne fanno tanto e di bluff ancora di più. Sora alza gli occhi, guarda Serapide osserva la città abbandonata a se stessa tra sporcizia e noncuranza, tra lampioni spenti e buche per le strade, tra marciapiedi pericolosi e scuole abbandonate e cresce in consapevolezza: “Non ci resta davvero che piangere!”! Alessandro Andrelli
