L’Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone e Provincia, rispetto l’impianto di triturazione di inerti di Fontana San Pietro di cui si è discusso questa mattina nell’assise convocata in modalità “aperta”, conferma e ribadisce una serie di punti che da mesi porta avanti in ogni contesto.
<<Dai dati ufficiali ARPA, di pubblico e facile accesso, Alatri è risultata essere, negli ultimi anni, la quarta, città della provincia di Frosinone per inquinamento da polveri sottili PM10. L’informativa circa l’incremento percentuale della frequenza dei fenomeni sanitari per ogni aumento di 10 microgrammi/metro cubo nella concentrazione di polveri fini PM10 nell’aria, portato a conoscenza del sindaco Morini in occasione dell’incontro nella sede comunale e ribadito nel convegno del 9 settembre presso la Biblioteca Comunale di Alatri, è stato ripreso dalla tabella n.24 a pag. 98 della Consulenza Tecnica della Procura della Repubblica del Tribunale di Frosinone n.405/2016. Dati che ribadiscono, peraltro, quanto già noto in letteratura scientifica internazionale. La stessa società che intende realizzare l’impianto, SME MORGANTI SERVICE srl, nella Sintesi degli Elaborati Progettuali per la VIA del 15/2/2017, al punto 5.12 della sintesi non tecnica, rispetto il piano regionale della qualità dell’aria, riporta : “dalla nuova zonizzazione del territorio regionale….emerge il seguente caso, si evince come il Comune di Alatri sia stato ricompreso in Classe 1 (ex zona A), determinata dalla classe peggiore dei singoli inquinanti presi in considerazione, rappresentata nella fattispecie proprio dal particolato atmosferico PM, cui è stata attribuita la Classe 1”. Rispetto la salute, al punto 7.6. nel medesimo documento si dichiara : “ la fase di movimentazione e trasporto dei rifiuti inerti e degli aggregati riciclati scaturiti dalle operazioni di recupero rappresenta la fase più problematica dal punto di vista sanitario a causa delle emissioni diffusa di polveri…”. Dagli stessi elaborati, tuttavia, non risultano descritti filtri appositi per l’abbattimento delle nanoparticelle, rappresentate ad esempio dai nanotubuli di carbonio, in esito di frantumazione. Nanotubuli che derivano, oltre che dall’emissione di polveri di frantumazione di inerti anche dal consumo di pneumatici, aspetti entrambi ben rappresentati nel caso in specie. Nanotubuli che si ritrovano nel liquido polmonare di soggetti esposti ad inalazioni di polveri da inerti. Nanoparticelle che si rendono responsabili di interstiziopatie polmonari, malattie gravi e spesso rapidamente evolutive e mortali. L’Associazione, dopo aver portato la popolazione a conoscenza di un erigendo trituratore di inerti in Fontana San Pietro, aver puntualizzato le peculiari criticità ambientali del territorio, aver esplicitato le problematiche sulla salute derivanti da tali insediamenti, aver determinato su tale argomento una discussione ineludibile ed indispensabile, certa di aver osservato compiutamente l’art. 5 del Codice Deontologico dei Medici, ribadisce il proprio impegno contro ogni forma di inquinamento a salvaguardia della salute dei cittadini, come unico interesse. Dichiara, inoltre, la disponibilità a fornire la bibliografia inerente gli studi scientifici che attestano quanto sopra riferito. Qualsiasi altra discussione, di carattere non prettamente medico scientifico, vedrà l’Associazione distante ed assente>>. A.T.
