Che Iddio li perdoni per quello che hanno fatto. Io no, io non perdono. Non si può perdonare chi ha fatto una cosa come questa. Emanuele aveva soltanto venti anni. L’ho visto nascere e crescere. Era la mia vita… Nonno Gino ha la voce incrinata dal pianto. Il suo adorato nipote è stato massacrato dal branco per futili motivi e lui non riesce proprio a darsi pace. Mamma Lucia che del cimitero ne ha fatto la sua seconda casa non ha più lacrime.
“Vedere quelle persone in aula mi ha fatto male. Per loro ho provato ribrezzo. Lo so non dovrei provare sentimenti simili ma non ho visto nei loro occhi il benché minimo pentimento né tanto meno l’umiltà. Spero che quello che è accaduto a Emanuele possa far riflettere tanti genitori distratti. Credo nella giustizia. Il procuratore che si è occupato delle indagini è stato molto meticoloso. Certi avvocati invece vogliono soltanto lucrarci sopra. Io spero soltanto che la voce di Emanuele possa venire fuori attraverso tutte le persone che gli vogliono bene e che trovata la verità possa riposare in pace”. Mar. Ming.
