Dopo il caso scoppiato a livello nazionale sull’errato calcolo della tariffa sui rifiuti, le minoranze chiedono lumi al Sindaco sulle modalità applicate in città
“Il Comune pubblichi immediatamente le modalità di applicazione della tassa”. Questa la ferma richiesta del vice coordinatore di Forza Italia, Giuseppe Pizzuti, che spiega le proprie preoccupazioni in una nota: “Dopo le ultime dichiarazioni del Sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, il fenomeno della Ta.Ri gonfiata non conosce confini. Ricordiamo che per richiedere la restituzione dell’imposta indebitamente versata il cittadino ha tempo fino a 5 anni dall’accertamento dell’errato pagamento, per cui sarebbe buona norma controllare la lettera inviata contenente i dettagli della tassa. Se nella verifica, entrando nel dettaglio della tariffa, oltre alla dicitura <<domestica – componenti>> seguita del numero dei componenti della famiglia, troviamo o sono presenti altre quote riferibili alla dicitura <<domestica – accessori>> o << domestica – pertinenze >> allora ci troviamo in una situazione in cui la tariffa applicata è sicuramente superiore a quella dovuta per legge […]”. La nota si conclude con la richiesta di chiarimenti: “Per evitare ogni equivoco, così come sottolineato dal Codacons e per dare dimostrazione della trasparenza a cui l’Amministrazione è richiamata, invitiamo il Comune e quindi il Sindaco a dare pubblicazione sul sito internet delle modalità di calcolo e applicazione della tassa, nonché tutte quelle informazioni utili, in modo che ogni cittadino possa liberamente controllare la correttezza degli importi pagati”. Stesse richieste, in pratica, anche dal consigliere di Alatri in Comune, Tarcisio Tarquini, che sul proprio blog ha espresso la necessità di trasparenza che si aspetta dal Comune. “Abbiamo cercato di capire, rileggendo le delibere della TARI 2017 e gli F24 che ci sono stati recapitati alcuni mesi fa dall’Agenzia delle entrate, se da noi la legge sia stata finora applicata correttamente. Non siamo riusciti a capirlo e, crediamo, come noi tanti altri. Sollecitiamo, perciò, un tempestivo e documentato chiarimento dall’ufficio tributi del comune che ci rassicuri che il tanto che paghiamo oggi sia almeno quanto dobbiamo e nemmeno un euro di più”. Vedremo se il Comune deciderà a stretto giro di rendere pubblici i metodi di calcolo rassicurando o meno la popolazione. A.T.
