Alvito – Sul letto d’ospedale racconta minacce e tentato omicidio ad opera del marito

Caterina Paglia
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“Avevo chiesto la separazione, ma lui non ci stava e così ha cercato di uccidermi! Mi ha sparato due colpi di pistola davanti ai genitori, il fratello e la moglie di lui. Mi ha salvato proprio quest’ultima quando mi si è buttata sopra”. Dal suo letto di ospedale al Policlinico Umberto I di Roma, con queste parole Vaida Petratite, 33enne lituana, venerdì mattina ha raccontato l’intera tragica serata al suo avvocato Antonio Pascale di Avezzano: il tentato omicidio che ha visto suo marito, Mario Eramo, 50enne originario di Alvito, ma residente ad Avezzano, cercare di ucciderla sparandole e ferendola in maniera grave.

L’uomo si trova nel carcere di Cassino, in attesa del processo, ma, come riferito dall’avvocato difensore Danilo Iafrate, conferma ancora la propria versione dei fatti. Non volevo uccidere nessuno, dalla semiautomatica è partito accidentalmente un colpo di rimbalzo. Se avessi davvero voluto uccidere la mia compagna, avrei potuto utilizzare gli altri 12 colpi rimasti in canna”. Di certo, dopo la visita alla sua assistita che si trova all’Umberto I per ricevere cure specialistiche in seguito alle gravi ferite riportate, l’avvocato Antonio Pascale e la sua collega Sonia Giallonardo hanno riferito di essere stai letteralmente pregati dalla vittima di “fare giustizia, perché se esco viva da qui, lui mi ammazza!” E ancora, da quanto riferito dall’avvocato Pascale e da alcune indiscrezioni di paese, “Mario Eramo non si rassegnava alla separazione richiesta da Vaida. Un mese prima infatti, le ha distrutto l’auto parcheggiata sotto casa, dopo essersi introdotto da un balcone nell’abitazione e averla minacciata con una forbice“. Caterina Paglia
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